Combattere
14 Maggio 2008, Mercoledì
Segni, graffi e
Cicatrici, il tempo
Marchia e scorre
Scrivere
12 Maggio 2008, Lunedì
Due sere fa ho fatto una piccola scommessa con me stesso, ho voluto partecipare a un concorso per un racconto breve.
E’ tanto tempo che ho la passione di scrivere, e non è una novità se vedete che ho anche un blog (oltre che svariate moleskine e smozziconi di file qui sul mio portatile), così per una volta ho deciso di buttarmi in un concorso.
A me piacerebbe scrivere bene, mi piacerebbe attirare per un attimo l’attenzione sulle mie parole e suscitare qualcosa dentro gli altri, lasciando così anche solo per un istante un piccolo graffio di mio nella vita di qualcuno che potrà farne ciò che vuole.
Mi piacerebbe davvero poter scrivere un po’ bene, anche se non credo molto di saperlo fare, ma per un attimo m’illuderò, per un istante che sia così… buona notte! ![]()
Auguri mamma
11 Maggio 2008, Domenica
Grembo di vita
Accogli il mio abbraccio
Trova calore
Il 29 e il 30
04 Maggio 2008, Domenica
Non so da che punto sarebbe il caso di cominciare a scrivere, gli ultimi sette giorni sono stati molto intensi di attività e momenti di ogni genere, e vorrei avere modo di poterli raccontare tutti ma credo che per chi non si trovi direttamente in mezzo alla situazione sembrerebbero fin troppo noiosi o banali… eccetto uno, uno che vi voglio raccontare perché ha del grottesco, forse del comico, ma sicuramente sarebbe quel genere di comico suscitato dal pensiero “ci rido sopra per non piangere”, perché un piccolo velo di tristezza cala nel percepire alle volte come banalmente giri il mondo su certe cose.
Ma togliendovi ora un po’ di giri di parole vado al dunque. In questi giorni ero con la mia dolce metà, venuta qui per concludere alcune pratiche riguardanti l’appartamento che darà inizio alla nostra convivenza, e per festeggiare contemporaneamente anche il mio trentesimo compleanno. L’appartamento che, purtroppo, è stato trovato tamite agenzia… si, quella famosa agenzia il cui nome è composto da due generi musicali da discoteca! Probabilmente lo stesso colore verdastro, logo di questa azienda, dev’essere associato a qualche sostanza acida, assunta in qualche discoteca dai propri dipendenti e dal proprio fondatore prima della sua ideazione. Per dare il via alla Sagra dei Cliché, avete mai notato come l’aspetto di un venditore di questa società possa essere riconosciuto a duecento metri di distanza anche a occhi chiusi??
Comunque, per farla breve il lunedì appena passato avremmo dovuto chiudere il contratto firmando con il padrone di casa, e sganciare la bellezza di mille belle cuccuzze a quegli infami perditempo incravattati messi a intermediari. Al momento di staccare l’assegno però ci escono fuori che a quella somma verrà aggiunta l’iva. Sbigottiti io e la mia dolce metà chiediamo spiegazioni in merito a quanto sta succedendo, poiché in più un mese di trattative la cifra detta è stata sempre mille e non è stata mai menzionato il fatto che fosse esente da iva. Le risposte che vengono fuori dal viscido venditore sono poco piacevoli, ma siccome una parte della provvigione è stata già versata in contanti per bloccare l’appartamento in affitto ci dicono che, nel caso volessimo continuare a pagare in contanti non sarebbero costretti a fare fattura e quindi potrebbero… beh, lo immaginate. Al ché io e la mia bella prendiamo opportunamente tempo per rifletterci sopra e decidere nell’indomani mattina. Tralascio i battibecchi piccoli e grossi che ci siamo scambiati in serata, comunque decidiamo, a malincuore, per la soluzione economicamente meno esosa per noi giovani bamboccioni sottostipendiati, che dobbiamo strozzare lo stomaco da quanto tiriamo la cinghia per riuscire a stare insieme in quattro mura, ma allo stesso tempo ci rendiamo conto che senza una regolare ricevuta saremmo potuti essere in pasto a quegli squali senza nessuna difesa.
L’indomani mattina è il martedì 29 aprile, e io compio 30 anni. Ci aspetta l’incontro col viscido e io cerco in tutti i modi di allontanare dalla mente l’idea di prendere a urli e insulti quel farabutto, perché ho promesso la sera prima alla mia bella dolce metà che non avrei fatto sceneggiate pur di non vederla così abattuta per la questione. Ci accoglie una segretaria(?) dall’aria ancora mezza sopita e vestita con accostamenti di colore da far invidia alle visioni di Jim Morrison strafatto. Ci dice di aspettare, il viscido è pure in ritardo e io sono sempre più scocciato.
Arriva il viscido che entra mezzo trafelato e ci accomodiamo nell’unico ufficetto con porta chiuso, e non a “open space”, in modo da parlare con discrezione. Attacca il discorso e io non resisto, gli porgo la seconda rata in contanti ma allo stesso tempo chiarisco quanto il loro comportamento losco, anche se fatto con mestiere per poter dire sempre all’ultimo “si è trattato di un equivoco”, non mi è piaciuto per niente e che mi son stati scuciti soldi per un disservizio pessimo e schifoso oltre che meschino. Il viscido, preparato allo scontro verbale, ribatte a sua volta andandoci pesante, e io non resisto più… faccio il botto! Comincio a urlare incazzatissimo dello schifo che hanno fatto e che si sono fatti beccare, mentre lui ribatte le sue porcate e la mia Regina di Cuori cerca di tenere le mi difese ma è l’unica che prova a calmare gli animi con scarsi risultati.
Mentre facciamo per andarcene gli animi della discussione sono ancora accesi e il viscido se ne esce con la frase “noi mangiamo lo stesso senza i suoi 500 euro”….. O_O
Io tolgo a fatica lo sguardo da lui e mi guardo attorno per sfasciargli qualcosa sulla testa, ma con l’ultima briciola di civiltà che mi rimane imbocco invece infuriato la porta per uscire e ce lo mando affanc..o, mentre la segretaria(?) (mi è stato detto) è sbiancata dalla paura feroce della mia uscita. Potete immaginare i minuti seguenti mentre il confronto si sposta dagli uffici di quei parassiti alla mia macchina, dove la mia dolce zuccherina mi cazia a dovere per aver promesso una cosa senza averla fatta ed esserci messi in questa situazione assurda in cui ora, che gli animi erano maldisposti, saremmo potuti essere alla mercé di quei briganti.
Passano le ore, e in tarda serata mi arriva una telefonata. E’ il viscido che mi parla e con tono calmo e diplomatico fissa un incontro per il giorno dopo perché non gli piaceva essersi lasciati a quel modo. Sul subito penso a quale scopo fare quell’incontro dato che la trattativa è pressoché conclusa, ma lascio libera la mente per farmi la serata del mio compleanno in armonia con la mia bellissima dama, che per l’occasione si agghinda in maniera molto sexy ed elegante… i miei pensieri erano altamente lontani dalle ore precedenti, pensavo esclusivamente alle successive. La serata passa ed è a dir poco fantastica, ma in nottata un po’ di mal di pancia non mi fa dormire tutto il tempo e così arrivo all’indomani costipato e col cervello in fermento che si domanda come affrontare al meglio l’incontro.
Arrivano le 10 e la solita segretaria(?) ci viene ad aprire. Questa mattina il viscido è già nell’ufficetto al telefono e io sono in massima concentrazione sul dolore al mio stomaco. L’idea è di arrivare, starlo ad ascoltare e poi andarcene in fretta. Ci sediamo e lui attacca a parlare. Parole diplomatiche, tono dimesso, gestualità da trattativa in difetto… io guardo la mia lady e con un’occhiata cerco di farle capire che mi domando cosa stia succedendo, visto il tono da cane bastonato con cui si trova a parlare il viscido. E poi… E poi arriva! Tenera d’innocenza, timida di paura. Arriva la spiegazione del perché tanta accondiscendenza. La segretaria(?) in realtà è la donna del proprietario, e costei ha fatto la soffiata al suo coccolotto che un venditore ha fatto uscire dei clienti infuriati e urlanti, mandandolo affanc..o. Roba da non crederci… tutt’a un tratto il mio spirito di estorsione esce fuori e pretende quindi, per tornare tutti felici (leggasi anche: per comprare il nostro futuro silenzio), che venga fatta una regolare ricevuta sui soldi dati e che tutto venga reso corretto per noi.
Usciti da quell’ufficio non vi dico l’ilarità scoppiata in macchina… Io che penso che siamo stati salvati da un clone nostrano della più famosa Lewinsky, mentre la mia lady immagina il povero viscido in posa fetish e preso a scudisciate dalla donna del suo capo.
Mi verrebbe da chiudere con un detto di saggezza popolare a scelta tra: “una pompa al giorno leva un venditore di torno” o “chi la dà… l’aspetti”!
Ps: il tattoo è stato fatto e il mio braccio è ancora vivo per il momento… presto vi metterò una foto e scriverò due righe in merito.
Stay tuned! ![]()
Fetta di torta
15 Aprile 2008, Martedì
C’è una parte di me totalmente contraria a scrivere in questo momento, perché vorrei che non ci fosse mai nessuno per leggerla, e c’è invece un’altra parte che sente il bisogno di dire qualcosa, di metterla in luce. Beh questa sera, se riuscirò a trovare la forza di pubblicare queste parole, avrà vinto la seconda.
Non sarà facile per me arrivare fino in fondo, ho un turbine misto di pensieri ed emozioni che non mi permettono di dormire, ma nonostante questo l’occhio al centro del ciclone è fermamente aperto e solido.
Ho un desiderio da esprimere questa sera, un desiderio forte e vitale, niente come in questo momento è mai stato più importante per me e mi lancerei nel vuoto se fosse necessario per realizzarlo. Chiedo al cielo e spero, non mi è mai capitato in vita mia di farlo, non come ora, non per qualcosa di così importante.
C’è una fetta di torta, c’è una fetta di torta lontana nel futuro. C’è una fetta di torta con una piccola candela sopra, a molti anni da adesso, e una persona intenta a guardarla che sta per spegnerla. C’è questa persona, è la sua festa di compleanno, avrebbe i capelli bianchi ma se li tinge, la guardo con amore, profondo amore. Guarda la candela, la cifra che vi è sotto e guarda me, e ogununo di questi sguardi è carico di felicità. Non potrei che essere felice anch’io di rimando in un momento così. A chent’annos, coro meu! Ses s’ischintidda de Deus.