Charlie e la Fabbrica di Cioccolato

29 Giugno 2007, Venerdì

Ieri sera sono andato a vedere un appartamento fuori città a un prezzo stracciato… ampio, luminoso, con garage e bella vista sul Monviso, davvero interessante.

Così torno a casa piuttosto stanco, con poca voglia di cucinare e ancor meno pensare a lavarmi i piatti dopo. Allora decido di uscire nuovamente per prendermi una pizza, però controllando che non ci fosse nulla d’interessante alla TV penso di fare prima un salto in videoteca ad affittarmi un film.

Non c’era granché che m’interessasse, poi vedo “Charlie e la Fabbrica di Cioccolato”… remake moderno del più celebre “Willy Wonka e la Fabbrica di Cioccolato”. Storco un po’ il naso perché il vecchio film mi era veramente caro, poi vedo che comunque c’è Johnny Depp che può rivalutare anche il film più ciabatta che esista e trasformarlo in un kolossal. Quindi faccio che prenderlo…

Tempo di farmi un giro in videoteca e di prendere il film che l’aria condizionata sparata a palla nel negozio comincia un attacco smodato al mio stomaco brontolante! Ahi…
Bel film, peccato che il prenderlo mi abbia fatto fabbricare anche a me qualcosa… simile in colore alla cioccolata, ma di tutt’altra natura…

Scusate la finezza del post, ma era da dire…

Buon fine settimana a tutti!! :)

La magia di un bambino

26 Giugno 2007, Martedì

Oggi (intendo il 25…) è stata una giornata molto particolare per me, così a quanto pare un po’ di stress accumulato in questi giorni per aspettare questo momento mi sta procurando un piccolo momento d’insonnia (non mi capita spesso). E allora che faccio?? Scrivo sul blog sperando che la stanchezza  mi colga, ma non vi racconterò di oggi piuttosto vi parlerò di un altro evento recente…

Domenica sera a Torino ci sono stati i fuochi d’artificio per la festa patronale di S. Giovanni, così sono invitato dai miei amici per prenotare in una pizzeria in centro a due passi da dove faranno l’esibizione pirotecnica, in modo da cenare direttamente sul posto ed evitarsi perlomeno la coda di macchine all’andata.

Passa una buona mezz’ora sul luogo di ritrovo prima che ci siamo tutti, fortunatamente è stato tutto prenotato con una certa larghezza di maniche conoscendoci. Partiamo e arriviamo quindi in zona pizzeria, che in realtà è anche un ristorante ed è piuttosto caro (e io più che altro faccio pasti abbondanti), ma non avendo partecipato all’organizzazione posso solo incrociare le dita e sperare che il mio portafoglio non mi urli dietro… in fondo si tratta solo di una pizza, ecché sarà mai!

Arriviamo con una buona mezz’ora d’anticipo sulla prenotazione, ed essendo tutto pieno con un cambio di tavoli spaccato al millesimo del secondo decidiamo di farci un giretto dell’isolato prima di entrare… tra l’altro alcuni di noi dovevano comprare le sigarette, così attraversiamo la strada per andare dall’automatico che si trova a fianco di un baretto col dehor da cui esce musica orientale.

Mentre aspettiamo un paio di danzatrici vestite all’indiana escono dal bar per esibirsi nella danza del ventre in mezzo ai tavoli del dehor… la musica è suadente e, nonostante le due danzatrici non siano il massimo, attirano gli sguardi per l’esoticità dello spettacolo, il sorriso e sicuramente l’entusiasmo che ci stanno mettendo.

Finita la danza torniamo sui nostri passi e finalmente entriamo nel locale, l’aria è pesante e l’illuminazione ambrata come quella delle cantine, e senza quasi rendermene conto mi ritrovo in un locale dove decine di coppiette stanno cenando a lume di candela… mi giro e realizzo che siamo in sette di cui tre coppiette più me, single… un piccolo rivolo di sudore gelato cala lungo la spina dorsale e penso: “questi sì che sono momenti bastardi per essere single”.

Scrollo le spalle e focalizzo i miei pensieri eseguendo un mantra diabolico e distensivo: “il cibo mi aspetta… il cibo mi aspetta… il cibo mi aspetta…”. A tre quarti di cena scatta attorno a me un momento limonata generale, così ne approfitto per uscire a fumarmi una sigaretta e a respirare un’aria che si sta facendo sempre più afosa col divenire della sera… le nuvole si stanno accumulando su di noi, e io spero ardentemente che non piova perché son vestito leggero e, ovviamente, senza ombrello… e poi perché vorrei vedere i fuochi perciò spero che non li rinviino per la pioggia.

Fine della cena vediamo già parecchia gente accalcarsi alle transenne posizionate in mezzo alla strada per far stare alla larga la gente dal luogo di lancio. Dobbiamo fare il giro dell’isolato per poterci accomodare in una posizione di vista migliore, ma tanto manca un’ora e mezza all’inizio dello spettacolo.

Attorno a noi ci sono decine di gruppetti svariegati, molte famigliole e un bambinetto, in braccio al padre, grande poco più di uno scricciolo che non avrà più di tre/quattro anni e che guarda tranquillo con occhi sgranati un mondo di persone forse ancora un po’ troppo invadente per la sua timida età.

L’aria si permea di elettricità per l’attesa e l’addensarsi delle nuvole nerastre che si stagliano in alto minacciose e tristi, quasi come se il cielo volesse assistere allo spettacolo minacciando una bella lavata su tutto e tutti se questo non sarà di suo gradimento. Un altro piccolo brivido mi scorre dentro. Lo percepisco, è una vecchia conoscenza interiore che non sentivo da tempo e che mi avvisa che qualcosa è in atto… come una premonizione sento che presto accadrà qualcosa a cui dovrò porre attenzione, come se da quel sipario nero e grigio di nuvole dovesse uscire un prestigiatore ad eseguire una magia. E i miei sensi si allertano tutti a captare ogni singola molecola di quegli istanti…

Vigili del fuoco e polizziotti prendono posizione al centro della piazza, lo spettacolo è sempre più vicino, ormai è questione di istanti… poi, senza il classico preavviso di richiamo, ecco cominciare i fuochi d’artificio! Due fontane separate cominciano sparando cinque scie violacee a testa come dita di mani che escono dalle sponde del fiume per attirare l’attenzione dei presenti…

Cominciano i primi botti e piccole fiammelle cadenti rosse e verdi aprono le danze come un antipasto prepara stomaco e palato per il seguito… gli attori principali attendono il loro ingresso in scena, e il bimbo di prima volge lo sguardo dall’altra parte tappandosi le orecchie per la paura dei botti, mentre io alzo il mio come in contemplazione.

E come mi succede spesso in questi casi una parte di me resta estasiata dallo spettacolo, mentre in profondità pensieri liberi mi scorrono senza fatica nei recessi della mente vestiti di emozioni. Botti multicolore grandi come interi pianeti che sembrano in collisione con la Terra dipingono il cielo di blu, rosso, verde e dorato…

Esplosioni, fontane di scintille colorate, quadri di luce che durano un istante o poco più, capsule sfrigolanti che impazzite si dirigono in ogni dove casualmente (forse), palloni dorati circondati da anelli rosso rubino e schizzi di viola e blu come contorno… pausa… la prima parte dello spettacolo finisce…
Il bimbo è proprio terrorizzato ora, il padre cerca di rassicurarlo un po’ ma con scarsi risultati, non ne vuole proprio sapere di girarsi a guardare e men che meno di togliersi le mani dalle orecchie per attutire quei suoni spaventosi.

Parte il secondo atto, in lontananza suona una musica a cavallo tra la colonna sonora di un film e un canto gregoriano, ora la faccenda sembra quasi voler assumere toni mistici e nella mia mente mi torna in mente quando a quella stessa età mio padre mi teneva in alto sulle spalle per farmi vedere oltre le teste della folla simili spettacoli. Anch’io avevo paura dei botti ai tempi…

Lance di salici piangenti dorati scendono liberando verdi gocce di rugiada, dall’altro lato del ponte si accende una ruota di scintille cangianti dall’aria ipnotica e nell’aria si alza un po’ di fumo che sa intensamente di polvere da sparo bruciata. Il regista dello spettacolo sa il fatto suo, la gente se ne sta in silenzio senza commentare o protestare, l’attenzione è tutta sulla sua creatura di luce e fumo. Poi di nuovo si acquieta tutto lasciando l’ultimo respiro prima della sinfonia finale…

Dopo un po’ riabbasso gli occhi verso il bimbo, anche lui ricambia il mio sguardo… in un attimo, di riflesso, con la mente vuota, un sorriso mi sorge spontaneo da dentro… è un sorriso d’intesa accompagnato da uno sguardo rassicurante… i botti ricominciano e io alzo un dito silenzioso verso di lui per indicare alle sue spalle e accennandogli: “voltati a guardare, non aver paura, è un bello spettacolo non te lo vorrai mica perdere!”…
Sul suo piccolo viso compare un bel sorriso, toglie le mani dalle orecchie e… lo fa! Si volta, guarda e osserva tutto il finale senza più paura.

Tutti i cannoncini partono a raffica come per esaltare la gioia nell’avere anche quell’ultimo spettatore, per cui si sarebbero sentiti delusi se non avessero avuto anche il suo gradimento. E senza rendermene conto continuo a sorridere anch’io ai fuochi d’artificio sentendomi felice per quel gesto.

Lo spettacolo finisce e io ripenso che è stata una bella serata piena di qualcosa che ancora mi sfugge ma mi fa star contento… poi come l’elastico di un bungee jumping il ritorno alla realtà… sento il commento di un simpaticone che dice al suo amico, cretino quanto lui, di aver contato i botti che han fatto cilecca se sono uno in più o uno in meno di quelli che ha contato l’altro… “bel modo furbo” penso io “di assistere a uno spettacolo così bello”!

Ma ormai sono intoccabile nella mia serenità interiore… felice come un buddha, e altrettanto vicino all’estasi ancora… ed è così che quasi non mi accorgo di quasi un’ora di traffico di ritorno in mezzo al caos, alle code e alle persone che tirano fuori il loro lato più sgradevole…. Ma che m’importa?? Il mio bambino interiore sorride negli occhi della sicurezza di un adulto che da molto non ha più paura del suo futuro e che se lo costruisce e se lo sceglie giorno per giorno…

Lo stavo già facendo, ma forse non me ne ero reso conto… o forse avevo solo bisogno di ricordarmelo… oggi (sempre il 25 anche se ormai son le 4 di mattina del 26…) ho affrontato una scelta importante con questa sicurezza dentro… “il mio futuro mi aspetta… il mio futuro mi aspetta… il mio futuro mi aspetta…”

Ora vado a nanna va! Che per domani (che poi è sempre oggi ma col 26…) il futuro sarebbe non fare tardi a lavoro… :)

Sono un…

24 Giugno 2007, Domenica

“Rubato”, per così dire, questo post da Perlinavichinga giro questa catena alle Karma’s Angels di questo mio blog… sto parlando di: La Guressa, NonSonoUnaCommessa e la Brigida Fraioli! Più il mio compagno d’arme NuvolePensierose… :D

Buon week end a tutti, qui a Torino ci saranno i fuochi per S. Giovanni questa sera, e così quest’anno non mi son potuto nemmeno godere la festa patronale per beccarmi un giorno in più di ferie sul lavoro…

Eccovi la catena:
SONO UN ANIMALE DI TERRA: qualcuno dice un puma, e a me sta bene ;)
SONO UN ANIMALE D’ACQUA: tartaruga
SONO UN ANIMALE D’ARIA: farfalla, per sbattere le ali qui e far piovere a Pechino invece di farci splendere il sole
SONO UNA PIANTA: la palma
SONO UN GIORNO: il sabato
SONO UNA PIETRA: rubino
SONO UN EVENTO ATMOSFERICO: una pioggia di primavera
SONO UN ELEMENTO: terra
SONO UN’ARMA: pugnale
SONO UN PREZIOSO: anello
SONO UN PIANETA: Terra
SONO UN LIBRO: Siddharta di Hermann Hesse
SONO UN FILM: Blade Runner
SONO UNA DROGA: mescalina
SONO UN CIBO: uff… qua ne avrei troppi… diciamo: Spaghetti alla Carbonara
SONO UN OBIETTIVO: esser felice
SONO UN SOGNO: 7 ore continue di sesso sfrenato alla Sting
SONO UNA CANZONE: Do You Love Me? (part 2) di Nick Cave and The Bad Seeds
SONO UNA MAGIA: una premonizione
SONO UN MANGA: Berserk
SONO UN VESTITO: il casual da tutti i giorni ma con stile
SONO UN COLORE: il verde
SONO UN SENTIMENTO: l’affetto
SONO UNA PAURA: la claustrofobia
SONO UN ANIMALE MITOLOGICO: la fenice
SONO UN MATERIALE: il cuoio
SONO UNA PAROLA: speciale
SONO UN NUMERO: 5
SONO UNA CITTA’: Roma
SONO UN PAESE: Moncalieri
SONO UN HARDWARE: hard disk
SONO UN GIOCO PER PC: Diablo 2
SONO UN GIOCO PER PS2: Prince of Persia (Warrior Within)
SONO UN MOSTRO: l’uomo nero
SONO UN PENSIERO INSISTENTE: ?
SONO UN OGGETTO DI ARREDAMENTO: il divano
SONO UN’ABITAZIONE: un castello
SONO UN OGGETTO MAGICO: la lavatrice
SONO UN ODORE: la natura che sprigiona la nascita della primavera
SONO UN’IMMAGINE: “La Creazione” di Michelangelo
SONO UN SOFTWARE: l’anti-virus
SONO UNO STRUMENTO MUSICALE: il violino
SONO UNA SITUAZIONE IMBARAZZANTE: un pom**no in macchina in coda al McDrive
SONO UN OGGETTO INUTILE: il bimby
SONO UN PERSONAGGIO DELLA TV: Claudio Bisio
SONO UN TELEFILM: Scrubs
SONO UNA POZIONE: quella di Asterix
SONO UN PECCATO: goooolaaaaaaa
SONO UN ACCESSORIO: cappello
SONO UN GIOIELLO: seeee, di famiglia…
SONO UN MOMENTO: la pubblicità delle Vigorsol col terno al lotto
SONO UNO SPORT: tennis
SONO UNA MATERIA SCOLASTICA: no, questa proprio no…
SONO UNA CLASSE: A
SONO UN CARTONE ANIMATO: Asterix
SONO UNA LETTERA: di scuse…
SONO UN MESE: Aprile
SONO UN FRUTTO: l’unico frutto dell’amor… la banana!
SONO UN GELATO: stracciatella
SONO UNA FESTA: di buon non-compleanno!
SONO UNA NAZIONE: Italia
SONO UNA LINGUA: Latino
SONO UN PERSONAGGIO DELLE FIABE: elfi… elfi dappertutto! Aaaargh!
SONO UNO DEI SETTE NANI: gongolo?… forse, mah!
SONO UN PUNTO CARDINALE: est
SONO UN DOLCE: il Tiramisù
SONO UNA PARTE DEL CORPO: le mani
SONO UN NOME: Mauro
SONO UNA STANZA: quella col cielo dentro, alla Gino Paoli
SONO UN PREGIO: la tolleranza
SONO UN DIFETTO: la testardaggine
SONO UN SIMBOLO: la cornucopia
SONO UN DIO: Marte
SONO UNA BUGIA: per sempre!
SONO UNA SCUSA: mi dispiace di aver fatto tardi!
SONO UNA TORTURA: un programma della DeFilippi
SONO UN BACIO: alla francese

I 5 posti che vorresti vedere!

22 Giugno 2007, Venerdì

Non ho potuto sottrarmi dalla catena propostami dalla Guressa, e tra l’altro io questa catena l’ho vista proprio nascere (da PerlinaVichinga), crescere (da Nonsonounacommessa) e quindi appioppare… come dire… nun c’era verso me ’so fatto incatenà!

Adesso allora la girerei a Legione Straniera, KasaKerouac (se si facesse vivo) e Looking For My World…

Ed ora… (ba-ba-ba-bam!!!) ecco le mie scelte:

1) Scozia

2) Australia

3) Brazil

4) Cina

5) Egitto

Non finirebbero qui… però mica posso metterne di più, altrimenti la catena sarebbe “tutti i posti in cui vorresti andare…” :P

Tengo le dita incrociate perché almeno uno di questi si realizzi a breve!!! :)

Una pizza in compagnia… diceva Elio.

21 Giugno 2007, Giovedì

Ieri sera sono andato in pizzeria con alcuni miei colleghi.

L’idea era quella di giocarsi la finale del torneo aziendale di calcetto, ungere gli avversari e tornare con la coppa sottobraccio. Poi tutti a festeggiare in pizzeria… Quando invece, verso le 18, vediamo dalle nostre finestre scatenarsi il diluvio universale…
Chicchi di grandine grossi come pallettoni da caccia, acqua a secchiate tipo da effetto speciale per film movie di serie B e vento forte e circolare di quelli che ti fan pensare che anche Platinette si potrebbe trasformare in David Copperfield e cominciare a levitare a qualche metro d’altezza…

L’impianto elettrico salta, le finestre che non stanno chiuse sbattono e allagano parte dell’ufficio, e tutti che pensano “chissà se c’è qualche sfigato rimasto chiuso negli ascensori”…

Passa un’ora di allagamento così tra cellulari che non riescono ad avvisare casa e qualche donzella in preda a urletti di panico, e poi torna il sereno. Inutile dire che il traffico in strada era ormai una cacofonia accozzata di macchine allo sbando per via di semafori spenti e furbi dal freno slittevole (termine inesistente credo ma l’onomatopeica rende l’idea). Il mio autobus è in super-ritardo e super-lento, e io tengo le dita incrociate per far presto.

Arrivo a casa, preparo la borsa e mi fiondo in macchina. Non capita sovente che giochi a calcetto, ma l’assenza di una persona fa sì che il sottoscritto venga interpellato come tappabuchi e non mi dispiace potermi sgranchire ogni tanto. Commetto una quantità di piratate in auto da ritiro perenne di patente e guidatore, arrivo in ritardo e che ti scopro???

Partita rinviata… il bello è che solo la squadra avversaria pare essere stata avvisata, infatti vedo tutti i miei colleghi lì fuori ancora in jeans… al destino non manca certo l’umorismo!

Bellissima serata in compagnia dei miei simpatici colleghi però, una bella pizzata allegra e distensiva dopo una giornata che (oltre al racconto che ne è una piccolissima parte) mi sembra esser durata circa 36 ore emmezza!!! Figo…

Vasco e la sua ‘Vita Spericolata’ ne sapevano una più del diavolo… non c’è soddisfazione più grande che tenere ogni secondo pieno d’intensità di vita… gioia… stress… adrenalina… soddisfazioni… rischi… attimi…

Vado a nanna, domani vorrei che fosse ancora così… forse anche di più!!!