Finalmente ferie!!!
31 Agosto 2007, Venerdì
Il titolo in sé basterebbe questa volta. Da adesso sono ufficialmente in ferie fino al 16 settembre. Cosa farò? Ancora non lo so, domani andrò in agenzia per verificare le varie disponibilità sulle partenze!
Nel frattempo mando un saluto caloroso a tutti quelli che sono passati da qui fin’ora e anche a tutti quelli che vorranno passare ancora in futuro, anche durante la mia temporanea assenza!
Spero di poter tornare con molte cose da raccontarvi, e credo che da settembre si svilupperanno nuovi lidi per il mio avvenire. E con queste nuove premesse vi lascio con un sorriso che spero di poter allargare ancor di più al mio ritorno!!
CIAOOOOOOOOOOOOO!!! ![]()
Terry Pratchett’s Hogfather
29 Agosto 2007, Mercoledì
Il week end scorso mi son preso la briga di rivedermi questa divertente trasposizione dell’omonimo libro di Terry Pratchett: Hogfather!
Dopo un po’ di adattamento al linguaggio (è in lingua originale con sottotitoli) il film diventa godibilissimo e tutta la trama è fedele al racconto del libro… non si può dire la stessa cosa per molti altri film fantasy. Proprio perché fantasy sente sicuramente un po’ il peso della bassa qualità (per i tempi moderni) degli effetti speciali, che sono a livello della tecnologia di una decina d’anni fa.
La cosa più bella resta, ovviamente, la trama che presenta notevoli spunti d’ironia, di riflessione e di abbondanti farciture delle comuni componenti fantasy parodizzate. Terry Pratchett questa volta prende in carico un tema delicato come la festa di Hogswatch (l’equivalente del nostro Natale) e sta per succedere qualcosa di terribile a Hogfather (l’equivalente di Babbo Natale).
Altra bella nota positiva la scelta del cast. Tutti gli attori sono vividi ed efficaci, e sicuramente molto bravi. L’interpretazione migliore la fanno i personaggi di Albert, Susan e Teatime. I più sono attori semi-sconosciuti o sconosciuti, almeno per me, il che rende tutto più reale dato che non si vedono i classici Bruce Willis o Angelina Jolie di turno che prendono delle parti alle quali potrebbero associare anche buone interpretazioni, ma che quasi sicuramente verrebbero associate anche ad altro già fatto in passato e lascierebbero dell’amaro in bocca secondo me.
Insomma, per chi ha la possibilità di avere tra le mani questa divertente rappresentazione fantasy di un bel libro e non ha paura di guardarsi un film in lingua originale lo consiglio vivamente!! ![]()
Cannibali e re
24 Agosto 2007, Venerdì
Questo è il titolo del libro che sto attualmente leggendo mentre, stancamente, viaggio da casa al posto di lavoro e viceversa. Un libro che ho comprato di recente poiché, nonostante ne abbia molti altri da leggere, ho trovato che l’argomento fosse interessante e che le sue dimensioni fossero adeguate alla trasportabilità massima che posso avere per un libro da autobus.
L’argomento è un saggio stilato dall’autore Marvin Harris sulla nascita delle culture da un punto di vista, oltre che personale, anche antropologico mettendo in relazione molti fattori, tra cui il mondo “ecologico”, la guerra e alcuni aspetti della religione che condizionano lo sviluppo delle culture.
Inizialmente sono rimasto piuttosto colpito dalle deduzioni fatte all’interno del saggio, poi però mi sono accorto che la trattazione dei temi affrontati in realtà è soggetta a un forte senso cinico della vita e dunque me ne sono sentito discostare in parte.
Al di là del giudizio personale al riguardo e delle conclusioni tirate dall’autore, trovo che in sé il libro sia molto buono, soprattutto dal punto di vista della scelta dell’argomento che, almeno per me, è risultato essere molto originale e affascinate. A tal punto che, come ogni cosa buona dovrebbe fare, mi ha incuriosito e mi sto mettendo un pochettino in proprio ad approfondirne gli aspetti cercando su internet & co. ulteriori spunti e opinioni per ampliarne il discorso.
So che non sembrerà molto azzeccato, ma ad aggiungersi a tutto questo è casualmente uscito di recente anche il nuovo album dei Korn con una canzone intitolata Evolution, di cui ve ne riporto il testo a seguito. L’autore del libro infatti spinge molto l’argomento evoluzione tra i suoi fattori di analisi. Tra l’altro se volete anche un assaggio della canzone basta andare sul sito dei Korn per averne un’anteprima…
Buon week end a tutti!!!
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Korn - Evolution
I diggin’ with my fingertips
I’m gripping at the ground I stand upon
I’m searching for fragile zones
Evolution
I fear I’m never gonna find
Keep trying but I won’t assimilate
Should death come far in time
Watch the bow break
And I’m sorry that I don’t believe
but the evidence that I see
Doesn’t show much hope for me
It’s evolution
Just evolution
And I, I do not dare deny
the basic beast inside
It’s right here
It’s conjoined my mind
And why do I deserve to die
The moments locked up inside
I’m betting that the space she fills survives
Hold tight, I’m getting inside you
Evolution
They’re never gonna find these bones
They’re gonna want to keep them in a jar
the number one virus
caused by procreation
And the panic may go astray
in a million years I say
The smoke clears we’re all derranged
It’s evolution
Just evolution
And I, I do not dare deny
the basic beast inside
It’s right here
It’s conjoined my mind
And why do I deserve to die
The tender moments locked up inside
Take a look around
Nothing much has changed
Take a look around
Nothing much has changed
Take a look around
take a look around
take a look around
take a look around
Nothing much has changed
Take a look around
Nothing much has changed
And I, I do not dare deny
the basic beast inside
It’s right here
It’s conjoined my mind
And why do I deserve to die
The moments locked up inside
… e Terra d’Orizzonte.
22 Agosto 2007, Mercoledì
Sono state fatte presentazioni. Sono state scattate foto. Sono stati vissuti momenti. Sono volati baci e saluti. Guardo brevemente negli occhi queste persone fantastiche che ci hanno piacevolmente accolto, divertito, ascoltato e parlato.
Qualche goccia di pioggia vuole piangere per quel pizzico di nostalgia che già si sente come al solito dopo ogni saluto. Un lungo saluto che precede un lungo viaggio. E poi ci si incammina per tornare a casa. Una Terra d’Orizzonte… nota a molti come la città di Torino.
Il viaggio di ritorno è meno stimolante dell’andata. Quel cielo grigio riempie un po’ alla volta di nostalgia i miei pensieri. Ritorno con la mente alle parole dette e le belle risate, alla splendida voce di un finto Elvis in giacca di paillettes dorate e alle curve di alcune ragazze sicuramente più interessanti delle curve dell’autostrada.
Sipari verdi che sbucano da terra si fanno da parte per lasciarci andare via. La strada è semideserta, il cielo è molto grigio e a poco a poco ogni cosa assume un sapore sempre più di tristezza. Le parole con il mio compagno di viaggio si fanno sporadiche, a volte anche un po’ brusche, ma non è colpa sua, si tratta invece di un stato d’ostilità mio dovuto al ritornare indietro… al quotidiano vivere, al lavoro.
Come la pioggia cade leggera scivolando via sul parabrezza, così scivolano i miei tentativi di restare aggrappato a un po’ di buonumore. Ma proprio non è facile, vorrei non dover tornare alla realtà che mi aspetta davanti nella Terra d’Orizzonte. So che dovrò aspettare ancora a lungo per potermi rimettere in marcia nuovamente con buoni intenti, e so che sono fondalmentalmente impaziente.
Il sole cala del tutto ed è la notte ad accoglierci sulla soglia di casa. Le luci si fanno più diffuse nella Terra d’Orizzonte. Luci che nella notte sembrano il vestito logoro e abusato di una madama dai facili costumi. Anche chiudendo gli occhi potrei sentire il suo sguardo su di me…
Sono le 21.30 di domenica 19 Agosto 2007. Son passate 37 ore dalla partenza di ieri, e mi ritrovo qui in questa Terra d’Orizzonte. Non so bene quanto sia importante questo momento, ma sono tornato a casa con qualcosa in più da raccontare… qualcosa in più da dire… qualcosa di bello e di brutto, ma sicuramente di più sincero.
Terra di Confine…
21 Agosto 2007, Martedì
Sono le 8.30 circa di sabato 18 Agosto 2007. Non so bene quanto è importante questo momento, soprattutto perché mi rendo conto che il tempo sembra dissolversi di fronte al mercato in fermento davanti a me. La gente crea una barriera di caos, tale da dare l’impressione di aver curvato anche la più basilare delle leggi fisiche.
Salgo in macchina, guardo il mio compagno di viaggio e penso che abbiamo lunghe ore di strada davanti a noi, perciò spero nella sua solita dose di buoni argomenti perchè le ore, e la strada, scorrino sotto di noi più piacevolmente. La nostra destinazione è una Terra di Confine… a molti nota come la città di Bolzano.
Passano i semafori. Passano le vie. Passano le case. Comincia il panorama dell’autostrada che separa cielo e terra con un guard rail. Un fiocco verde di alberi per abbellirne l’aspetto attorno a noi e con un cielo che sembrava grigio cenere, e tutto che comincia timidamente a risplendere in modo più vivace col sole.
Il primo pezzo di strada s’interrompe volentieri per fare colazione e rifornimento. Ci servirà arrivare in forma, ci attende la Terra di Confine. Parole e strada sfrecciano con noi ed è come se lasciassimo una traccia di passaggio per qualcuno. Mi sento sempre meglio, sto lasciando alle spalle per un attimo qualcosa di importante e che, per la sua importanza, richiede che ogni tanto mi distacchi per poterla apprezzare e curare meglio.
Il viaggio diventa più lungo del previsto poi, e il mio cellulare comincia una frenetica attività di comunicazione col mondo. Quasi come fossero dotate di una propria vita cominciano a risvegliarsi telefonate ed sms di tutti i tipi. Le parole per oggi sono quasi sempre quelle… dico dove sono, dico dove sto andando e dico che è diverso da dov’ero.
La strada porta a fare un lungo slalom in mezzo ai denti della terra, sembrano quasi voler creare un involucro d’isolamento in cui bisogna infilarsi per troncare significativamente con tutto quello che c’è stato prima. La meta è vicina, anche se abbiamo rallentato il passo.
Freccia a destra, la nostra uscita. Anche la cartina col nostro percorso non può più essere d’aiuto qui. Andremo a intuito, per quello che ne sappiamo, ma non sarà difficile. E nel giro di pochi ulteriori minuti siamo nel sotterraneo di un largo parcheggio a mettere piede nella Terra di Confine.
Tra curiosità ed emozione ci si guarda attorno in una città antica per occhi nuovi, per cui anche le scritte più comuni risultano fuori dall’ordinario. La storia di questo posto non tarda a presentarsi, nei pochi metri che ci separano dal nostro giaciglio prenotato si possono già notare molte cose e la cosa più evidente è nuovamente lo scorrere del tempo. C’è quiete tutt’attorno, nessuna frenesia. Anche questa calma sembra dare un aspetto innaturale al ticchettio della natura.
Prendiamo alloggio. Staremo lì per una sola notte. Giusto il tempo di abbattere il limite di righe scritte per un po’ su nuvole collaterali di saggezza karmica. Giusto il tempo di arricchirsi e spendersi. Giusto il tempo di trovarsi e salutarsi. Giusto il tempo di bersi e mangiarsi. Giusto il tempo di condividere e appropriarsi. Giusto un attimo di tempo… solo un attimo di tempo, in questa meravigliosa Terra di Confine…