Duke: Java’em All!

29 Settembre 2007, Sabato

Duke

Gli ultimi giorni sono stati un fermento di idee su molti fronti, uno in particolare riguarda questa fine Settembre in cui sono finito alla Java Conference + Sun Tech Days a Milano. Finito non proprio per caso ecco, si tratta del mio lavoro. No so quanti di voi ne siano al corrente ma facendo il Consulente Informatico come sviluppatore e lavorando su Java sono stato… come dire… caldamente invitato, insieme ad altri colleghi, dalla mia azienda a parteciparvi. Il che non mi è sembrata affatto una cattiva idea, anzi entusiasta di spezzare un po’ con la solita routine e la premessa di vedere di persona le ultime novità, mi allettava proprio di andare.

Sono stati tre giorni densi di attività, treni, metro, panini, tramezzini, cessi, dialoghi anglofili, novità, risate, foto, corse, etc.
E, devo ammetterlo, nonostante l’entusiasmo iniziale c’è stato modo di essere ancora più sorpresi da quel che si è visto e vissuto in questi tre giorni. Non ho potuto fare in modo di partecipare a tutto ovviamente, ci saremmo dovuti fornire del dono dell’obiquità, ma penso che entro qualche annetto ci si possa attrezzare per una prima release :)  viste le novità previste dagli incrementi tecnologici di quest’era moderna.

Personalmente non intendo tediarvi con discorsi di natura prettamente tecnica riguardanti le tematiche trattate alla conference, mi basta dirvi che ogni sera son tornato più stanco e che ogni giorno seguente però non mi sono mai pentito di avervi participato (soprattutto anche vedere uno dei miei colleghi fare la Haka degli All Blacks per vincere in premio una Java-Jacket di pelle, non ha prezzo… peccato non averla filmata, lo avrei ricattato per molto molto tempo! :D ).

E’ stata un’esperienza davvero entusiasmante, volete che sia perché fosse la prima o per la buona compagnia o per le persone che hanno saputo appassionarmi degli argomenti della conference, fatto sta che son davvero tornato a casa con una grossa carica energetica per buttarmi con rinvigorita passione sul mio lavoro e, soprattutto, sulla crescita ad esso legata.

Per la prima volta in un mio post voglio fare un doppio strappo alle regole che mi ero proposto di rispettare sul mio blog. Ciò vale a dire non sbranarvi gli zebedei con tematiche lavorative (e una) e non riempirvi di immagini sparate a destra e a manca (e due), perché mi piace molto di più che leggiate sfruttando l’immaginazione e il senso che le mie parole vi possono dare.

Questa volta però glielo devo al Duke (la simpatica mascotte di java in figura), grazie per avermi dato un lavoro che mi permette di togliermi tanti sfizi economici e anche per avermi dato, in un modo o nell’altro a svariate riprese, un grande interesse a cui dedicarmi nella vita!

ps: felice come un bambino mi son fatto regalare un piccolo Duke-antistress, gadget recuperato da uno dei miei colleghi. Grazie!

Contestazioni!

24 Settembre 2007, Lunedì

E’ ora di qualcosa di simpatico per stroncare le gambette alla facile tristezza quotidiana a cui ognuno di noi può cedere all’improvviso! Dedico questa simpatica mail che mi è arrivata, a tutti coloro che hanno bisogno di farsi due (ma anche tre… quattro…) risate. Oggi ho un po’ poca fantasia per scrivere altro, perciò passiamo subito al sodo! ;)

*****************************************************

Oggetto: contestazioni
 
Rivendicazioni sul lavoro
 
Io, il PENE, rivendico un congruo adeguamento economico e normativo per le seguenti motivazioni:
1. Lavoro impiegandomi fisicamente.
2. Lavoro in profondità.
3. Lavoro in un posto umido.
4. Lavoro in un ambiente buio e senza aria condizionata.
5. Lavoro ad alte temperature.
6. Lavoro a rischio di malattie infettive.
7. Lavoro con la testa.
8. Lavoro soprattutto di notte senza il pagamento degli straordinari.
9. Lavoro anche nei week-end senza il riposo compensativo.
 
REPLICA DELL’AZIENDA
L’Azienda non riconosce la validità  delle richieste formulate poiché da una serie di rivelazioni derivanti dal controllo di gestione, risulta che il succitato PENE:
1. Non lavora per otto ore consecutive, comunque MAI quanto sarebbe opportuno.
2. Si addormenta spesso sul posto di lavoro dopo una breve attività lavorativa.
3. Si riposa molto fra un lavoro e l’altro.
4. Non mantiene il posto di lavoro pulito al termine della sua attività.
5. Non ha iniziativa, per farlo lavorare seriamente bisogna stimolarlo.
6. Difficilmente accetta di fare un secondo turno consecutivo.
7. A volte lascia il posto di lavoro prima di aver concluso la sua attività.
8. Non sempre obbedisce alle esigenze dei superiori.
9. Non sempre è fedele al suo posto di lavoro ma, a volte, svolge intensa attività  con la concorrenza.
10. Inoltre, lo si vede entrare ed uscire continuamente dal suo posto di lavoro trascinando due borse sospette.

Io non sono qui

21 Settembre 2007, Venerdì

Notte senza sonno questa. E come, accade a molti, provo a prender sonno cercando di stancarmi in qualche modo. Questa volta pare che leggendo non sia sufficente, perciò passo a scrivere.

Voglio parlarvi del film che ho visto mercoledì sera. Voglio parlarvi del film che dà omonimamente il titolo di questo blog. Voglio parlarvi del film uscito recentemente che parla della vita di Bob Dylan. Rockstar, poeta, fourilegge, vagabondo, ribelle. Questi sono i titoli che gli vengono attributi.

Il film è presentato come un’alternante danza delle vicissitudini di Dylan attraverso varie fasi della sua vita, interpretate da ben sei differenti attori. Durante lo svolgersi delle situazioni si capisce subito il principale significato del titolo, poiché ogni in passaggio della sua vita il protagonista viene in realtà identificato con nomi diversi oltre che con diversi attori.

Le scene sono intense e tutte paiono come spezzoni e collage buttati lì un po’ a casaccio e un po’ con cognizione di causa, con continui salti temporali, frasi ad effetto, momenti simbolici e, a tratti, allucinati. Il tutto per comporre in modo più appropriato la vita e le sensazioni di un grande musicista americano, che ha influenzato tutta un’epoca e diverse generazioni a seguire con le sue canzoni.

Personalmente devo ammettere di non aver mai dedicato molta attenzione a questo grande cantautore. Un po’ per l’epoca lontana in cui si è contestualizzato il suo divenire, un po’ perché al giorno d’oggi sono così tanti ad essere stati colpiti e indirizzati dalla sua musica da risultare alle volte banale negli argomenti che tratta. Ultimamente ho avuto invece occasione di rispecchiarmi di più nella sua musica soprattutto per via di un certo viaggetto appena compiuto, ho pensato così di trovare un minuto di tempo per vedere qualcosa in più su chi mi ha tenuto a lungo compagnia in un’auto, sotto il sole, sulla strada.

In sé il film è veramente affascinante, devo ammettere che ne sono rimasto talmente colpito che molto probabilmente ne comprerò il dvd quando verrà in uscita. Al momento, per chi può, consiglio vivamente di fare un salto al cinema per andare vederlo e, visto il periodo un po’ scadente nel settore, vi assicuro che non ve ne pentirete!

Ultima nota a parte prima di andare a dormire. Questa sera spulciando sulle cifre del blog ho visto una quantità incredibile di accessi nella giornata. I più erano dedicati a Storie di fine pasto, questa nuova pagina che ho aperto come sfogo creativo. La prima storia “Sporca Notte di Fine Estate” si è già beccata due bellissimi commenti. Tutto ciò non può che farmi un gran piacere e voglio credere di poter arricchire la pagina continuamente con altro materiale in futuro. :)

Adesso è ora di andare a dormire (anche se non ho ancora sonno :( ), domani forse riuscirò a mandare in porto il discorso Capoeira, che è da giorni mi metto in lista ma non riesco veramente a trovare neanche un minuto per tirare il fiato dalle mille attività di questo periodo (in cui ho in effetti trascurato anche il blog un pochettino).

Buona notte e sogni d’oro mondo! :)

EatAlly: On-The-Road!

15 Settembre 2007, Sabato

Ebbene sì! Sono stati giorni lunghi. Sono stati giorni intensi. Sono stati giorni on-the-road. Sono state le mie ferie. On-the-road in Italia. Alla scoperta di molto più di quello che pensavo di sapere e conoscere.
Vi avviso che questo sarà un post molto lungo, perciò andatevi a prendere una bibita, prendete qualche snack, mettetevi comodi/e e gustatevi un po’ questo racconto. ;)

*****************************************************************

W.I.D.O.M.H.

(ovvero: What I Did On My Holiday)

~ L’idea ~
Era da tempo che sognavo di farlo, mi ci sono volute un po’ di circostanze per poterlo realizzare però. Un viaggio che mi portasse ad esplorare la nostra bella penisola, così osannata da tanti e vissuta spesso invece con toni di banalità, o di scarso apprezzamento.
Una delle cose più importanti è stata darsi un po’ un espediente per raggiungere i vari posti da visitare, questo mi ha portato a non soffermarmi troppo a lungo in un posto solo e perciò quello che ho visto è stato un po’ di tutto ma niente in modo approfondito. Nonostante questa spolverata di passaggio sono rimasto davvero colpito a fondo da tutto quello che ho fatto, visto e vissuto. E l’idea, o il pretesto se vogliamo, è stata quella di visitare i castelli d’Italia… alcuni perlomeno, e poi comunque di toccare città dove potevo trovare alcune persone che non vedo da tempo proprio perché la distanza che ci separa è sempre fonte di grande scomodità per certe occasioni.

~ L’intinerario ~
La prima cosa da fare è stata decidere dove passare e cosa/chi visitare. Diciamo che è stato un connubio di occasioni, di disponibilità economica e di tempo. Per aiutarmi mi sono fornito di un bell’atlante stradale tascabile e del fidato “Guida ai castelli d’Italia” che, come sottolinea il titolo, segnala puntualmente più di 500 castelli d’Italia con i luoghi, gli orari e, ovviamente, le note storiche al riguardo.
Devo essere sincero, non son stato lì a dare molto peso agli orari di visita, ho pensato di più che fosse importante non farmi troppi problemi. Infondo queste sono sempre state le mie vacanze ed è importante mantenere vivo anche il significato della parola: relax!
Ho fatto in modo quindi di darmi un percorso autostradale e poi mi son posto delle mete che fossero più o meno in zona, anche se alcune, troppo belle per non essere viste, andavano fuori percorso ovviamente.
L’intinerario è stato: Moncalieri (To), Camogli (Ge), Deiva Marina(Sp), La Spezia -> Serravalle Pistoiese (Pt), Firenze, Arezzo -> Assisi (Pg), Roma -> Torre de’ Passeri (Pe), Ancona, Cento (Fe), Codigoro (Fe) -> Bologna, Marostica (Vi), Moncalieri (To). Per un totale di poco più di 2700 km fatti da giovedì a giovedì… mica male, eh? Certo, ho dovuto selezionare tantissimo le mete, ma non è mica detto che sarà l’ultima volta che lo faccio… ;)

~ Preparazione ~
Vado a comprarmi un bel cd vergine vergine da spiattellarci sopra i miei mp3 da viaggio, che tanto in macchina non avrò altra compagnia al di fuori della mia autoradio. Così se alterno radio a cd nelle zone più buie e tempestose per la ricezione potrò godermi lo stesso della buona musica. E poi c’è da siglare un po’ questo viaggio con una colonna sonora tutta dedicata.
I personaggi che si sono alternanati sugli altoparlanti infatti andavano dal mito dei miti on-the-road di Bob Dylan (Blowin’ In The Wind e Like A Rolling Stone), a pezzi più decisi come i Metallica (Wherever I May Roam) e a qualcosa di più recente come la Cristina Aguilera (Candyman) per spezzare il tema e rallegrare un po’ l’ambiente.
Poi mi sono attrezzato di una buona scorta d’acqua per dissetarmi e un pacco da 8 pile per la macchina fotografica comprate in offerta (dicono di avermene regalate 4… mah, a me sembra che le abbia pagate a sufficenza già così).

~ Primo giorno: 6 settembre ~
Parto alle 9:30 circa, quando invece m’ero messo in testa di cominciare per le 8:00, e qui da subito si capisce la regola del “Ecchissene frega? Sono in ferie!”. Peraltro viaggio da solo, quindi chi volete che mi stressi? Mi passo la prima manciata di chilometri fino a Camogli(GE), superando gallerie su gallerie e mettendo seriamente alla prova per la prima volta il mio senso dell’orientamento e il mio intuito di navigazione per una città sconosciuta. Detto, fatto! La prima tappa riesce benissimo, anche se il Castello della Dagonera è un po’ piccolino, per quanto non è che mi aspettassi chissacché, non avevo ancora idea di che cosa stavo andando a vedere.
Mi cibo della specialità del luogo (focaccia alle cipolle), e mentre me ne sto lì a gustarmi il mio pranzo mi balza agli occhi una scritta che poi ho anche fotografato: “MARE, tu sfidi il tempo dall’alba del mondo”. Bene, - penso - la prima tappa m’è piaciuta, sotto con la seconda!
Riparto entusiasta. Riprendo la mia autostrada verso Deiva Marina(SP), ma il castello di lì proprio non c’è verso di trovarlo. Mi faccio su e giù un paio di volte dal monticciolo in cui la guida dice che si trova il castello ma niente. Alla fine un po’ sconsolato mi getto verso La Spezia, dove c’è un bell’albergo a 4 stelle che mi aspetta. L’unico in tutta la mia marcia che è stato preso così di lusso, anche perché uno dei pochi con stanze disponibili.
Al mio arrivo all’hotel c’è una buona sorpresa ad attendermi… son finite le camere doppie date come singole, perciò mi sistemano in una suite! Figo. :D
La serata la passo nel centro a farmi cena a base di tortellini panna e prosciutto in un locale coi camerieri un po’ scorbutici e dove attendo a lungo che mi portino da mangiare… ed ero affamato come un lupo credetemi.

~ Secondo giorno: 7 settembre ~
Scendo nella hall dell’albergo per farmi la mia colazione a buffet, ed esagero perché so che i chilometri saranno molti e poi perché essendo a buffet posso strafare che tanto è già tutto pagato. Anche sta volta parto un po’ in ritardo, ma raggiungo Serravalle Pistoiese(PT) con meno fatica, trattenendomi soprattutto dal visitare Lucca che già conosco per altri aspetti ma che ho avuto sempre poco tempo per visitarla bene.
Faccio le mie foto al castello locale che si trova in un classico villaggetto dall’aria di essere una città fantasma, poi mi rimetto in marcia verso Firenze.
Devo farvi una confessione, io a Firenze ci ero già stato per naja durante le 3 settimane di C.A.R. fatte a Scandicci, e non mi era piaciuta. Ammetto che mi è piaciuta ancor meno questa volta che, per raggiungerla, sono andato in macchina e non in treno. Non me ne vogliano i fiorentini, ma guidate proprio male… (e son stato fine a esprimermi).
Al ché al più presto riparto per Arezzo, mentre durante il viaggio sento il mio amico di Roma per incontrarci e sapere i contatti per pernottare nei prossimi giorni del mio viaggio.
Ad Arezzo trovo il mio squallido hotel a una stella che mi attende… posto orribile e senza cesso, anzi la stanza stessa è un cesso, anche per un albergo a una stella. Fortunatamente le lenzuola sono pulite e tanto basta.
La serata ad Arezzo è magnifica invece. Temperatura mite e città vivace, mi fermo in un dehor per bermi una bella birra prima di andarmene a dormire. La fauna locale è piuttosto discreta e un po’ mi dispiace dover ripartire l’indomani mattina. Tra l’altro tutto ciò mi ricorda di alcune mie ultime frequentazioni torinesi che ormai sono scemate (anche nel senso che mi son deciso ad ammettere che sono stato uno scemo a sperarci), e che devo staccarmene, ma non mi rattristano più di tanto l’umore.

~ Terzo giorno: 8 settembre ~
E’ sabato, e mi sveglio presto lo stesso per abbandonare quell’orrendo hotel. La mia prossima tappa è la famosa Assisi(PG).
Più di 70 km di deviazione dall’autostrada, ma ne vale la pena. Già prima di arrivare Assisi si presenta squarciando il panorama con la sua cittadella che spunta rigogliosa e medioevale al di sopra delle casette comuni che, senza togliere nulla a nessuno, vengono un po’ surclassate dalla maestosità della loro vicina.
Trovo parcheggio e mi faccio tutta la strada della camminata a piedi dove c’è questo impressionante viale di mattoni in terracotta contrassegnati con i nomi di chi vi è passato, con tanto di data e luogo di provenienza. Alla fine di questo sentiero una nobile scritta latina che dice “Pace e bene”, e a me vien da riflettere su quanto siano spesso in disuso nella pratica questi due importanti valori.
Assisi è semplicemente meravigliosa, grande e affascinante. Ci consumo gran parte delle batterie e della memoria della macchina fotografica, ma non saranno mai in grado di catturare quello che si trova nella mia di memoria. Sono rimasto letteralmente estasiato.
Quasi infatti non mi rendo conto del tempo che passa, e un po’ a malincuore faccio ritorno alla macchina per raggiungere Roma.
Quando arrivo finalmente nella capitale poso i bagagli e mi faccio una meritatissima doccia per incontrarmi a cena col mio amico, sua moglie e la sua adorabile bimbetta di poco più di un mese. Cena a base di specialità romane, pasta all’amatriciana e polpette! Semplicemente mi sono abbuffato. E nonostante ci fosse la notte bianca nella capitale, io me la passo satollo e goduto in compagnia del mio amico, fino a quando anche la stanchezza ci si mette in mezzo e sono costretto a salutare andandomene a nanna.

~ Quarto giorno: 9 settembre ~
La mattinata scorre a Roma con una passeggiata in periferia alla ricerca di un tabaccaio aperto. E’ domenica e io non ho spiccioli per un distributore. Quando finalmente trovo qualcosa di aperto mi rendo conto sorridendo che si tratta di una pasticceria. Ora, voglio dire, non so come siete abituati voi, ma per me una pasticceria che fa anche da tabaccheria è un cosa un po’ bislacca.
Nel tardo pomeriggio rivedo il mio amico, ci facciamo una lunga passeggiata in centro in cerca di un locale dove cenare. Poi andiamo a casa sua, la moglie e la piccola sono dalla suocera perciò ci sbevazziamo una cosa insieme mentre scorre il dvd di Star Wars III e volano i più disparati commenti di due appassionati della saga!

~ Quinto giorno: 10 settembre ~
E’ ora di ripartire da Roma, ma la mia destinazione è un po’ incerta. Devo arrivare fino a Codigoro(FE) per far visita a mia nonna, ma non so ancora decidermi se fare una lunga tirata proseguendo per il percorso prefissato (passando cioè da Pescara-Ancona sulla costa est), o se andarci direttamente prendendo la Roma-Firenze-Bologna tornando sui miei passi e accorciando il percorso. Mi convinco che devo continuare sulla mia idea e quindi prendo lo svincolo per Pescara dal raccordo anulare.
La mia tappa è Torre de’ Passeri(PE), dove si trova la residenza in Abruzzo di Dante, il Castello Gizzi. Purtroppo quando lo raggiungo è ormai troppo tardi per poterlo visitare anche all’interno e non posso nemmeno aspettare le due ore prima che riapra, perché il viaggio per quel giorno è ancora parecchio lungo se non mi voglio fermare prima per la notte da qualche altra parte.
Così faccio le mie solite due foto e mi rimetto in marcia. La strada è davvero lunga questa volta e sono costretto a fare molte soste. Ma il panorama del mare Adriatico che mi scorre proprio a fianco rende il viaggio molto più distensivo. Presto potrò godermelo un po’ anch’io direttamente e mi sembra quasi che si sia seduto al posto del passeggero. Forse sto soffrendo da traveggole portate da viaggio e solitudine. - penso - Forse alla fine di tutto mi dovranno mettere in psichiatria.
In prima serata raggiungo mio cugino a Cento(FE), ceno con lui e la sua famiglia. Il mio nipotino, o cuginetto in seconda, ha ormai più di un anno, e cerco disperatamente di insegnargli a dire “zio Mauro” ma non ci riesco, è tutto preso dal dvd dell’Era Glaciale 2.
Mi riposo un po’ e poi mi sbobbo quegli ultimi chilometri fino a Codigoro(FE) per andare da mia nonna.

~ Sesto giorno: 11 settembre ~
Passo la mattinata a chiacchierare con mia mamma e mia nonna, poi, prima di impazzire veramente a starmene dietro a due peppie di quella risma, me ne scappo al mare.
La spiaggia è deserta così come i viali turistici d’ingresso. Sono al Lido Estense dei famosi 7 Lidi di Comacchio, dovrebbe essere il posto più vivo tra tutti i lidi, ma si vede che settembre non è il mese più ideale per questo.
Tra l’altro, nonostante il bel sole, tira un vento forte e sin troppo fresco per rimanerci a lungo. La giornata ormai è andata e io me ne ricaso con le pive un po’ nel sacco. I miei due giorni di mare previsti sono stati stroncati già al 50% e io spero non debba rinuciarci del tutto.

~ Settimo giorno: 12 settembre ~
Vado di nuovo al mare, questa volta in una giornata migliore. Talmente bella che faccio il bagno, poi mi sdraio sull’asciugamano e mi addormento. Risvegliandomi qualche ora dopo con una bella scottatura fantozziana alla schiena… Perfetto! - penso - Proprio quello che mi ci voleva per aiutare un po’ le prossime ore alla guida!
Mi rivesto e me ne vado un po’ sui viali a raccimolare cartoline, una piadina veramente spettacolare e qualche giornale per concludere un po’ la giornata.

~ Ultimo giorno: 13 settembre ~
Sono nuovamente indeciso sul percorso da effettuare, inoltre mi sveglio presto ma parto un po’ tardi per via dei lunghi saluti con mia nonna… che da brava nonna, romagnola per giunta, cerca di rifilarmi tonnellate di cibo e acqua per il viaggio.
Alla fine decido intanto di dirigermi a Bologna per visitarla, tanto sarei costretto a passare da lì in ogni modo, poi deciderò la destinazione… Sfiga vuole che lungo la statale che porta a Ferrara mi succede una piccola disavventura.
Mentre sto guidando sulla corsia di destra faccio scivolare la mano destra verso il poggiapiedi del passeggero per raccogliere la mia classica bottiglia d’acqua e berne un sorso. Solo che nel farlo mi scatta un pochettino la spalla sinistra che sta tenendo il volante, e in pratica faccio la barba al guard rail che mi striscia la fiancata.
Il cuore mi stramazza di adrenalina, e in un attimo rischio quasi che la macchina mi vada in testacoda per via della sbandata. Di colpo prima freno, controsterzo e poi accelero per far riprendere alla macchiana la traiettoria.
Il danno è lieve, ma la strisciata c’è e si vede. La cosa più importante è che tutto sia avvenuto nella più totale assenza di altri mezzi attorno a me e che solo la macchina ne è rimasta graffiata.
Arrivo a Bologna un po’ affranto da quel che è successo. Me la guardo, la giro, ci faccio anche pranzo ma sono poco acceso d’umore per godermela per bene. Faccio le mie foto alle classiche torri e poi mi rimetto in marcia.
Poco prima del bivio tra Padova e Milano scelgo ancora una volta di proseguire lungo il percorso che mi son fatto in precedenza. La mia meta dunque è Marostica(VI) dove mi aspetta il famoso castello luogo dell’ancor più famosa partita a scacchi vivente.
Bella! Veramente bella Marostica. Non mi son pentito di aver scelto di passare da lì. La parte più incredibile riguarda il castello superiore, dove c’è una muraglia medioevale che ricorda in scala ridotta la più famosa Muraglia Cinese.
Quando finisco il mio giro a Marostica sono ormai le 19.00 e ci son stati più di 400 km di autostrada fino a Moncalieri(TO) per il mio ritorno. Sono arrivato a casa stanco e contento, poco prima di mezzanotte. E poi sono crollato sul letto giusto con la forza necessaria a infilarmi il pigiama prima di svenire sotto le lenzuola.

Prima di terminare tutto questo, voglio ringraziare tantissimo chi mi ha dato un po’ una mano in questo viaggio ospitandomi e tenendomi compagnia in quest’avventura. E poi un grazie anche a chi ha tenuto compagnia al mio blog durante la mia assenza, facendo un passaggio di quando in quando e magari leggendo anche questo post. E un grazie anche alla signora tanto gentile dell’autogrill di Nure Nord (letto velocemente fa un po’ tolkieniano…), che mi ha fatto un po’ da mamma nello sfamarmi con tanta pazienza, mentre ero stanco e inebetito dal viaggio di rientro. Ringrazio anche infinitamente la mia autoradio che ha fatto sì che il tempo si ovattasse spezzando il silenzio. Un grazie particolare va al mio Moleskine che ha avuto l’onere di farmi da confessore durante le mie elucubrazioni di questo tosto viaggio. Last but not least, ringrazio la mia auto che mi ha dato questa possibilità nonostante debba farmi perdonare di quest’ultima sfregiata… “piccola ti porterò presto dal carrozziere, promesso!”.

Un abbraccio a tutti, gente! Me ne vado a dormire, pronto per l’ultimo week end prima di tornare a travajé! :D

How many roads must a man walk down,
Before you can call him a man…
Bob Dylan - Blowin’ In The Wind