Bilancia di felicità (parte I)

25 Novembre 2007, Domenica

Eccomi qui, fermo un attimo il mio mondo per decidere di prendere fiato e guardarmi attorno per capire dove sono, dove mi trovo, dove sto andando. E’ un breve attimo di riflessione prima di tornare a testa bassa a correre verso i miei obiettivi, verso le mie mete, verso tutte quelle cose che intendo far insacchettare nel bagaglio della mia vita.

Bere & Mangiare: cominciando dalle cose semplici, direi che sono a pieno regime. Difficile saziarmi in questo momento di pausa (speriamo definitiva) dal mio apporto di nicotina quotidiano che avevo fino a un paio di settimane fa, certo è che gran parte dei miei fondi si sono spostati su quest’attività al momento e credetemi ci vorrebbe un po’ da tirare il freno. Il punto è che tanto entra e poco viene consumato, rilasciato… quindi non voglio fare la fine del palloncino che viene caricato di troppo elio fino a scoppiare, mi dovrò decidere a equilibrare meglio questa sfera della mia vita.

Dormire: il mio letto attualmente è troppo piccolo, vecchio e solitario per riuscire a farmi dormire notti serene e per farmi risvegliare riposato e scattante. Pena, ne paga le conseguenze la mia schiena che comincia a patirne veramente gli effetti, lasciandomi stanco per gran parte delle giornate quotidianamente. I miei sogni sono poi rarefatti e costellati da qualcosa di ricorrente… troppo legati alla realtà per dissolversi la mattina con un nonnulla.

Respirare: qui va decisamente meglio, la mia decisione di smettere di fumare sta portando dei notevoli vantaggi che già si percepiscono. Il problema avviene se la si guarda da una prospettiva più metaforica che, a parte questo stesso momento insieme a pochi altri, riserba invece dei momenti rarefatti e spasmodici. Le cose che voglio tenere con me richiedono un’attenzione continua a cui non sono abituato, perché io da sempre ho lasciato che la vita scorresse attraverso me, ma ora che ho qualcosa che voglio tenere tutta per me non sono preparato col fiato. Ne serve di più, ma non è un problema, lo tirerò fuori.

Scrivere: mi viene più difficile che mai. Ormai si pigiano di più i tasti che invece far scorrere quelle amabili sfere delle penne a inkiostro, ma non demordo. Le mie Moleskine si stanno guardando solitarie, scommettendo su quanto tempo passerà prima di rivedere il mio volto concentrato che le scarabocchia mentre fin’ora vengono tradite da un pc. Le mie classiche fonti che aiutavano la mia concentrazione e la mia ispirazione, come la nicotina e l’altalenante tristezza, si sono un po’ dissociate da me lasciandomi qui a cercare un’alternativa da un nuovo mondo che sto cercando di realizzare attorno a me.

continua…

Centoquattordici

16 Novembre 2007, Venerdì

A cosa mi riferisco nel titolo? Alle ore passate da quando ho fumato l’ultima sigaretta…

Sissignore, sissignori! Sto smettendo di fumare… E volete la parte divertente della cosa? I motivi principali sono per risparmiare in soldi e salute, ma la conseguenza dello smettere mi porta a divorare qualunque cosa, continuamente… quindi alla fine spendo lo stesso in cibo e devo dirvi che non mi fa nemmeno troppo bene alla salute, perché ovviamente in mezzo ai pasti principali, che non salto, mi riempio di schifezze (non si può fare altrimenti…) sia dolci che salate.

Io mi auguro che sia un effetto collaterale (glielo dovevo alla Joe che mi dedica il Nick in Radio Tandem) di chiodo-scaccia-chiodo che durerà poco! Mi dò tempo un’altra settimana, poi o finirò al verde o finirò dal gastrologo (ma esiste?) per aver esagerato. Detto questo pare che al mio metabolismo la cosa non gli faccia un baffo, non ci pensa minimamente al fatto che ormai ha quasi i suoi trent’anni suonati e che normalmente le altre persone ingrassano a vista d’occhio se si permettessero cose del genere.

A ridosso del Natale poi… yuhuuu! Tra cene, panettoni, porcherie varie e stress sul lavoro, non so davvero che fine farò entro l’anno nuovo. Tuttavia non vedo l’ora che arrivino queste feste, il dicembre 2007 spero che mi porterà un dolce Natale e davvero un felice anno nuovo. Ma non è ancora tempo per gli auguri… per ora mi basta resistere alla voglia di tornare a baciare quei cilindrettti di tabacco e nicotina! :)

Take my back!

07 Novembre 2007, Mercoledì

Non fatevi brutte idee. Questo titolo, nonostante possa farvi pensare male, in realtà viene tradotto con: “Guardami le spalle!”. E’ una di quelle frasi che gli anglofili definiscono “false friends”, ma io invece penso che solo a chi più ci fidiamo, come gli amici veri ad esempio, possa venir detto di guardarci le spalle.

Dar la fiducia a qualcuno a cui si sta lasciando il compito di proteggerci un lato scoperto, vulnerabile, di noi stessi può essere davvero molto molto difficile. Già sovente per molti è difficile ammettere di avere lati vulnerabili, ancor di più lo è il fatto di chiedere a qualcun’altro di prendersene cura, e ancor di più è arrivare a capire che, questo qualcuno, è a sua volta una persona… quindi vulnerabile a sua volta e non di meno soggetta a debolezze e a commettere errori.

E allora il punto è: quanto è difficile perdonare qualcuno a cui si è detto “guardami le spalle” e poi proprio lì invece ci ha ferito, ma solo ora riusciamo a comprendere il perché dato che potremmo essere nella situazione di commettere anche noi, non volendo, lo stesso errore con qualcun altro?

A circa un anno di distanza sto rivalutando alcune cose che mi sono accadute. Non intendo assolutamente fare paragoni, anche perché non sono esattamente nella stessa situazione di nuovo. Semplicemente comincio a comprendere meglio il perché sono avvenute determinate cose e mi domando quanto se sarei capace di perdonare qualcuno per errori, un tempo considerati ingiustificati, e che ora forse potrei definirli… forse comprensibili (non scusabili, ma comprensibili).

Non mi sento ancora pronto per perdonare questa persona, ma non mi sento neppure che quel qualcuno se lo meriti… solo sto cominciando ad avere un principio di dubbio sulla questione e chissà, forse un giorno succederà. Forse… o forse era davvero solo un “false friend”!