Acqua di profondità
Rubo, dieci minuti al lavoro e non di più, tengo l’orologio del pc sotto controllo, sono le 15.14 per la precisione, e i minuti contano e si fanno contare.
Stress, non ne posso più sento le mie giornate passare troppo piene, ma piene di attività che gestiscono la mia vita. La gestisco ma non la vivo, come un centralinista che collega ininterrottamente le chiamate ma non le fa e non le sente. Necessità, non desideri.
Penso, scivolo dentro e fuori dai vestiti ogni giorno per lavoro, per andare a dormire, per sistemare i lavori del trasloco, per uscire la sera. Sembra tutto un ticchettio senza sosta, lancette che girano, pensieri che scivolano, ma dove vado?
Apnea, sono più bravo a improvvisare, non che venga bene ma di certo ho più disinvoltura, non sono fatto per l’organizzazione. Preciso, alle volte. Disciplinato, in qualche occasione. Logico, spesso ma solo se non serve sforzo. L’oganizzazione mi toglie ossigeno, sott’acqua ci resto troppo a lungo prima di tornare in superficie.
Sono le 15.28 ho sforato di un po’, troppo da quel che volevo. Non sono fatto per obiettivi, organizzazione e scadenze, rivoglio il mio caos mentale vincente.

Aspetta a dirlo,
non hai contato che presto ci sarò io nella tua vita e a tempo pieno ed allora si che ne avrai di caos e non solo mentale! ciao coccol….
ecco dove stà l’errore…
se fai sempre il tuo dovere verso chi ti paga
puoi rubare anche più di 15 minuti
e regarti un ritaglio per te
credimi, il primo passo è non sentirsi mai in colpa
buona domenica
@Arya: ecco, non vedo l’ora…
@Irish Coffee: il mio dovere verso chi mi paga ha un periodo un po’ altalenante di questi tempi, ma al momento non ha la priorità per venire affrontato perciò così resta! Buona settimana