Vado in Vietnam
Sin da piccolo ogni volta che sentivo dire la frasi tipo: ”è stato in Vietnam”, o “è successo in Vietnam”, o “vado in Vietnam”, etc. veniva associato alla recente famosa guerra, di cui gli americani ne hanno fatto un più che ampio specchio drammatico e a cui, di conseguenza, anche molti movimenti di diverso tipo associano la loro nascita.
Ogni notizia, evento, canzone, film o riferimento a questa nazione suscita in me un’involontaria associazione ad un territorio fatto di paludi, elmetti, violenza e ineluttabilmente a tutto quello che è stato a conseguenza di ciò che avvenne col passare del tempo nel dopoguerra.
Oggi invece le cose sono un po’ diverse, una persona che conosco, un mio carissimo amico, oggi partirà per questa nazione, in seguito alla realizzazione di un desiderio coltivato per anni di poter vedere questa terra che lo ha sempre affascinato e incuriosito, e che in qualche modo lo ha accolto fornendogli per anni una disciplina e una cultura morale solida tramite l’arte marziale di cui è praticante.
Gli faccio un grosso augurio per questa sua esperienza, e sinceramente devo ammettere che molto grazie alle centinaia di occasioni avute per parlare di questa nazione, dai connotati così orrendamente sconvolti, posso dire oggi che la parola “Vietnam” evoca meno orrori di quanto in precedenza non l’abbia mai associata!

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