Ho visto un re!
Il caldo sfrigola i neuroni come uova sulla piastra, e per chi, come me, sta ancora lavorando in un triste e grigio ufficio torinese il venerdì ha ancora un significato. Ebbene allora io auguro a tutti quelli che sono nelle mie stesse condizioni: BUON FINE SETTIMANA!!!
Per tutti gli altri dico, con una punta d’invidia bastarda, godetevi quello che state facendo… qualunque cosa sia, perché la rutine ve la porterà via.
A seguire il testo di una simpatica (e ben nota spero) canzone che porta con sé comunque il mio augurio di buon riposo a tutti i lavoratori almeno per i prossimi due giorni, visto che il buon Agosto ha deciso di partire con un bel week end.
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Ho visto un re
Enzo Jannacci
Dai dai, conta su…ah be, sì be….
- Ho visto un re.
- Sa l’ha vist cus’è?
- Ha visto un re!
- Ah, beh; sì, beh.
- Un re che piangeva seduto sulla sella
piangeva tante lacrime, ma tante che
bagnava anche il cavallo!
- Povero re!
- E povero anche il cavallo!
- Ah, beh; sì, beh.
- è l’imperatore che gli ha portato via
un bel castello…
- Ohi che baloss!
- …di trentadue che lui ne ha.
- Povero re!
- E povero anche il cavallo!
- Ah, beh; sì, beh.
- Ho visto un vesc…
- Sa l’ha vist cus’è?
- Ha visto un vescovo!
- Ah, beh; sì, beh.
- Anche lui, lui, piangeva, faceva
un gran baccano, mordeva anche una mano.
- La mano di chi?
- La mano del sacrestano!
- Povero vescovo!
- E povero anche il sacrista!
- Ah, beh; sì, beh.
- è il cardinale che gli ha portato via
un’abbazia…
- Oh poer crist!
- …di trentadue che lui ce ne ha.
- Povero vescovo!
- E povero anche il sacrista!
- Ah, beh; sì, beh.
- Ho visto un ric…
- Sa l’ha vist cus’è?
- Ha visto un ricco! Un sciur!
- S’…Ah, beh; sì, beh.
- Il tapino lacrimava su un calice di vino
ed ogni go, ed ogni goccia andava…
- Deren’t al vin?
- Si, che tutto l’annacquava!
- Pover tapin!
- E povero anche il vin!
- Ah, beh; sì, beh.
- Il vescovo, il re, l’imperatore
l’han mezzo rovinato
gli han portato via
tre case e un caseggiato
di trentadue che lui ce ne ha.
- Pover tapin!
- E povero anche il vin!
- Ah, beh; sì, beh.
- Ho vist un villan.
- Sa l’ha vist cus’è?
- Un contadino!
- Ah, beh; sì, beh.
- Il vescovo, il re, il ricco, l’imperatore,
persino il cardinale, l’han mezzo rovinato
gli han portato via:
la casa
il cascinale
la mucca
il violino
la scatola di kaki
la radio a transistor
i dischi di Little Tony
la moglie!
- E pò, cus’è?
- Un figlio militare
gli hanno ammazzato anche il maiale…
- Pover purscel!
- Nel senso del maiale…
- Ah, beh; sì, beh.
- Ma lui no, lui non piangeva, anzi: ridacchiava!
Ah! Ah! Ah!
- Ma sa l’è, matt?
- No!
- Il fatto è che noi villan…
Noi villan…
E sempre allegri bisogna stare
che il nostro piangere fa male al re
fa male al ricco e al cardinale
diventan tristi se noi piangiam,
e sempre allegri bisogna stare
che il nostro piangere fa male al re
fa male al ricco e al cardinale
diventan tristi se noi piangiam!
~ di KarmaBurning su Venerdì, 01 Agosto 2008.
Pubblicato in Enzo Jannacci, Estate, Musica, Ridere, Sociale, Strada di Parole
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