Discount 111: qualcosa che manca.
Oggi mal di testa, umore medio-calante e cattivi odori un po’ dappertutto. No, non è proprio il massimo ma c’è di peggio. Bazzicando per ospedali, in questi giorni, sono davvero sicuro che ci sia di peggio. E non mi riferisco esclusimente a malattie o malesseri intravisti, ma tralasciamo. In sostanza non mi sento di dire nulla di positivo. Parafrasando un’ironica battuta di un videogame: “Pessimista è una parola inventata dagli ottimisti per screditare chi vede il mondo così com’è.” A dirla tutta non sono pessimista. Lo ero, certo, ma è passato un discreto gruzzoletto di tempo (anni) dal quel periodo, ma ogni tanto rimbalza fuori, come una tetta della Silvsted quando sgambetta troppo negli stacchetti pre-serali.
Però in mezzo a questo emerge forte l’insoddisfazione per qualcosa che manca. Di certo non si tratta di Fforde e del suo pozzo (che ho finito di leggere). Anche se devo spezzare una lancia a favore del finale del libro, che pur restando in linea con quello già espresso almeno cela una bella morale. Né tanto meno mi manca Inkheart. Film dall’idea simile a quella di Fforde e altrettanto noiosa (e senza nemmeno la bella morale in finale). Così come non mi mancano le scialbe canzoni di un San Remo che non ho visto. O la triste ignoranza condita di liti furiose dei vari reality. La crisi c’è e la povertà può essere anche quella d’animo se vogliamo. A volte una vera novità servirebbe, anche la retorica dei miei pensieri da discount non porta lontano. Qualcosa manca… e se la trovate fatemi un fischio per favore.

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