Insonnia
Il mio oggi è ancora ieri e non mi lascia dormire. Questo è il primo effetto dell’insonnia, rendere il tempo un flusso unico, senza interruzioni, nonostante la doppia camomilla presa per dare un colpetto di gomito alla sonnolenza… macché, non è durata più di un paio d’ore scarse. Un torrente in piena di pensieri trascina con sé anche il ticchettio dell’orologio, fregandosene di scatti della mezzanotte, di sistemi d’ora legale o solare, per una mente irrequieta si comincia col lento, laborioso sgocciolare del ghiacciaio, si passa saltellando sbatacchiati da una roccia all’altra e infine ci si tuffa roboanti oltre il letto… del fiume, sì, ma anche quello concreto di casa, perché è pur sempre d’insonnia che si parla.
A volte si hanno giornate fuori dall’ordinario, nel bene o nel male, e non ne vogliono sapere di comportarsi come le altre e terminare lì, dove s’incontrano in piedi le lancette. In piedi sono e in piedi restano, o ci tornano poco dopo. Ti svegli un mattino immerso nella nebbia che sfuma le sozzure dei palazzi e non prendi sonno nella notte nitida come uno specchio, scesa come un corto pigiama troppo consunto per scaldare l’animo, per renderlo malleabile e fargli attraversare le strette fessure d’ingresso al Parco Giochi di Morfeo. Resti in coda senza biglietto, senza diritto ad alcuna riduzione, e non è necessariamente un male.
L’unica cosa di cui non c’è da preoccuparsi è dell’indomani. Anche perché l’indomani sarebbe già oggi nel presente che è ancora ieri. Fa parte dei vantaggi forniti nello stato confusionario in cui si vive tra il reale e l’irreale. Scriverne poi rende il tutto più divertente, non si avverte il bisogno di avere un prima o un dopo, di legare una frase a un concetto, di fornire un vero contributo agli argomenti di cui si sta svolgendo. Niente di tutto questo, solo descrizione estemporanea. La prova di non essersi lasciati sfuggire l’occasione di fotografare, a parole, questo strano esemplare mitologico di: “oggi ancora ieri in arrivo per domani”.
Buona notte a tutti voi…
Ma giusto per far capire che sono napoletana…
Ma non poteva intitolarla: “fumati ‘na sigaretta”?!? Avrei preferito…
Posa quella sigaretta!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Ehm…
…ho gli occhi a palla per l’insonnia!