Prima di conoscerla vivevo una spirale discendente, un lucido e continuo turbinio, statico e senza fine. Prima di conoscermi lei viveva in una prigione di vetro, intrappolata dal mondo esterno, confinata nel profondo a custodire un sapore denso di dolcezza. Prima di conoscerci vivevamo il momento di trovarci, nella fatalità di un’unione da sempre inevitabile.
Quando l’ho incontrata era nuda di ogni età, adagiata dentro il buio di un’asciutta solitudine, dove tutto quanto invecchia e sedimenta nel passato. Quando lei mi ha incontrato ero spoglio di ogni senso, fermo e rigido in silenzio, appoggiato contro il suo morbido viso. Quando ci siamo incontrati è bastata scintilla ed eravamo già avvinghiati.
Dopo lei mi ha fatto entrare nel suo mondo tetro e tenero, senza squarci o fenditure, senza dubbi né incertezze. Dopo io l’ho fatta uscire, stretta addosso all’aria fresca, l’ho tirata in un abbraccio e tenuta per la testa. Dopo abbiam fatto versare, dentro a coppe di piacere, tutto il nettare sanguigno per cui siam stati creati.
Ma questa in fondo è soltanto un’altra storia sull’amore. La breve storia d’amore liquido di un cavatappi e della sua controparte in sughero…
Karmaburning, 02 Dicembre 2010
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Un’altra storia sull’amore, per l’appunto…
Semplice e scorrevole. Quel che ci vuole quanmdo si legge perchè il racconto sia godevole!
Ho detto “godevole!” Mah…
Hm, forse volevi dire “Godottevole” ?!