Metafisica(?) del blog

18 Maggio 2008, Domenica

Io sono un cattivo bloggarolo, lo ammetto. Perchè!? Beh, ritengo sostanzialmente per due motivi. Il primo riguarda il mio singolare modo di scrivere, spesso fuori dai canoni “da blog” diciamo, tante parole, poche immagini e soprattutto molti fatti miei senza tanta attualità. Il secondo riguarda invece la mia trascuranza nei rapporti di buon vicinato con gli altri blog e bloggaroli, lascio in giro poche tracce di me, anche se riesco a leggere, a momenti alterni, la maggior parte degli altri post. Qui mi è sorto un piccolo spunto di riflessione, spesso considero le persone che passano di qui, o che sono presenti sul mio blogroll, come i miei vicini, come fosse una sorta di piccolo caseggiato in cui abito mentre sono connesso. E’ difficile riuscire ad ottenere una capacità di pensiero che si discosti, mentre si usa la propria immaginazione, da quelli che sono i concetti e le mentalità umane del quotidiano, della real life come viene chiamata. E’ difficile ruscire a credere che qui le basi fisiche, a cui siamo legati così profondamente, svaniscano e ci facciano veramente entrare nell’ottica che nel web non c’è una vera disposizione spaziale o dimensionale.

Sarebbe considerevole pensare che ogni blog o bloggarolo è in realtà il mio vicino. Beh, per fortuna che non ci sono riunioni di condominio di questa portata, altrimenti potete immaginare che bordello ne salterebbe fuori?? (immaginate la scena alla Fantozzi in cui scatta la rissa a inizio riunione…)
Detto questo, mi viene da considerare in un qualche modo che un luogo senza dimensione, inteso senza un vero spazio, possa essere senza tempo. Se qui ci fosse anche solo la parvenza di una legge fisica del genere potrei vedere nel futuro, e sapere tutti i commenti e i post di tutti, passati, presenti e futuri! Comodo si , ma sarebbe poco piacevole, ci sarebbe il problema della noia se sapessi già tutto senza i giusti tempi delle novità. Del resto preferisco non avere tempo per un luogo senza spazio, che non avere un luogo senza spazio-tempo in cui saprei già ora tutte le uscite fatte da Grillo o le ultime su Chuck Norris. Delirio da pollo freddo e spiedini bruciacchiati?? Forse… :)

Incubi molesti

30 Marzo 2008, Domenica

I miei incubi mi tormentano di notte. Mi sveglio di giorno con pesanti sensi d’angoscia che non so da dove arrivino. Sono turbato da qualcosa, il mio inconscio lancia segnali che non so cogliere. Stringo i denti nella speranza di veder finire i giorni di marzo per confidare finalmente in un rasserenamento ad aprile… il mio mese. Tra un mese circa segnerò una data precisa e importante su più fronti, che sia quella l’origine del mio essere inquieto?

Notte di delirio

17 Marzo 2008, Lunedì

Sono le tre della mattina quando comincio a scrivere questo e se devo essere sincero vorrei premettere che avrei voluto qualcosa in più che non stare qui a far passare il dolore. Si, perché non c’è insonnia, non c’è preoccupazione, non c’è un litro e mezzo di caffé bevuto che mi stanno tenedo sveglio, ma solo forti dolori che arrivano dal mio piedino martoriato.
L’ho rigirato per benino nel gel del Lasonil CM (che comincio a sospettare voglia dire altro quel CM), l’ho curato per benino, mi sono impasticcato a dovere per disinfiammarlo e dormire, ma niente… questa sera non ne vuol sapere e io me ne sto qui seduto a pigiare i tasti.

Sto cercando di mettere comunque a buon frutto il mio status sveglis (non si dice così? E pazienza…) e provo a scribacchiare qualcosa, cercando di farmi venire in mente una buona idea per un nome, un nome importante. Arrivo tra l’altro da una serata passata al cinema a vedere quell’obbrobrio di “10.000 AC”, che francamente mi ha lasciato perplesso sulla qualità dei film prodotti ad oggi. Sinceramente è da un po’ che non mi gusto un bel film a tutto tondo, devo dire che mi dispiace alquanto anche, perché le mie poche recenti serate si sono ridotte alla frequntazione delle consuete birrerie che ormai stancano sempre di più, diventano quasi più routine del proprio lavoro se non ci si sta attenti.

Ho comprato un nuovo libro l’altro giorno, un fantasy intitolato “Il Servitore Della Reliquia” di R.A. Salvatore. Lo scopo in sé non è stato tanto per il libro quanto più, invece, per via del fatto che da anni sento parlare di quest’autore e ora un po’ per “documentazione” diciamo ho voluto provare quest’ebbrezza. Al momento per le prime pagine non mi sembra granché, vedremo come prosegue il resto. Io se devo essere sincero annuso puzza di romanzo confezionato e con i conservanti, niente di genuino insomma, ma cercherò il più possibile di non abbandonarlo a metà. Sono giorni invece che vorrei riprendere daccapo la lettura dello splendido e intramontabile Siddharta di Hermann Hesse, ma penso che sia il libro che leggo e rileggo continuamente, non voglio abusarne per poi stancarmene.

Presto sarà Pasqua, che quest’anno accarezzerà gli ultimi resti della barba del dott. Inverno e cercherà di sguazzare in fretta verso lady Primavera. Intervistatore: “quando pensa alla primavera, qual’è la prima cosa che le viene in mente?”; KB: “lo sbocciare dei fiori, le belle giornate, i vestiti più leggeri, i prati profumosi e alle stramaledette pulizie da fare…”. Oggi pulizia un po’ ne ho fatta, ma solo a livello informatico purtroppo e comunque non a sufficienza ancora. E poi c’è questo articolo, noioso e barboso della mia quotidianità che perlomeno è servito a mettermi sonno… buona notte a tutti voi, a qualunque ora lo sitate leggendo. E scusate se mi sono permesso di annoiarvi, vi ripagherò con commenti di seconda mano sui vostri blog! :P

Blues dicember night

13 Dicembre 2007, Giovedì

Sei quel che mangi, si dice. Una frase che racchiude molti significati, almeno così è per me. Mi domando: se potessimo nutrirci meglio sotto ogni aspetto, saremmo persone migliori sotto ogni aspetto? Se fossimo persone migliori, miglioreremmo il mondo?
Questo è uno di quei momenti in cui lascio scorrere le parole fuori come vengono, anche se il più delle volte fanno parte di un linguaggio un po’ traviato, triste e allucinato.

Questo è dicembre. Un mese che tutti attendono. Il mese che più di tutti o si ama o si odia. Al dicembre tocca l’importante compito di dare un cambio alle cose, si passa dall’autunno all’inverno, si va dal Sagittario al Capricorno, si chiude un anno e ne comincia un altro, e anche le persone cambiano in qualche modo sentendone l’influenza (e mica sempre metaforica come influenza), diventando a volte più buone, a volte più frenetiche, a volte più tristi o felici.

C’è un crescendo di feste attorno a dicembre, come un’opera lirica che raggiunge il suo apice d’intensità. Pacchetti, regali, luci intermittenti, spumanti, botti, panettoni, cene, auguri, qualche volta c’è lo zucchero a velo e altre volte la neve (non sempre di natura legale). Questo è dicembre, col suo vestito a festa di paillettes e i suoi santi alcolizzati: San Nicola e San Silvestro. Dicembre, col suo baccano e le sue aspettative. E’ come una strada innevata, puoi restarne estasiato ad ammirarla oppure decidi di camminarci sopra, ma rischerai di scivolare e imprecare contro il dicembre.

Nelle sue feste dicembre sblocca i resoconti dell’anno passato. Sorseggiamo una vita liofilizzata, mentre in altre parti del mondo la guerra è a lunga conservazione e la società si muove a creare l’immagine di un’amore omogeneizzato. Sei quello che mangi alle volte, se ti nutrissi meglio potresti vivere meglio? A un sorso alla volta, di questo passo stiamo diventando sintetici dentro.

Dicembre, a volte, porta a essere dannatamente blues, nell’aspetto e nel significato. Sentirsi tristi per quel che si vede e far insorgere un infiammante desiderio di protesta, di ribellione. Per alcuni questo potrà essere un bozzolo di adolescenza mai svanito che si riaccende. Quel desiderio di contestazione utopico classico di un’età di passaggio, di cambiamento e voglia di divertirsi, proprio come lo è dicembre. Dicembre è un mese utopico con i suoi zoppicanti propositi di positività che vengono dimenticati, e quest’epoca moderna è un adolescenza fatta di immagine, più che di sostanza, e sapori spesso superficiali o finti.

L’ultimo mese dell’anno viene diviso tra la chiusura dei bilanci di quelli precedenti e le aspettative di quelli successivi. Quali tra questi saranno i più positivi? Tintinnanti pecorelle che si gettano saltellando nella fornace di un’epoca fatta di plastica e batterie. Questo è il mese dell’anno in cui i cinema propongono sempre lo stesso genere di film, puntuali rimescolamenti del precedente; le case diventano sparute immagini scintillanti di luci e addobbi, qualche volta con scene più esotiche di babbi natali esotici e ladreschi che salgono/scendono dai cornicioni delle finestre. Questo è dicembre.

Senza più un vero posto dove stare, il povero dicembre viene spinto e strattonato dalla folla che lo prende in giro, lo detesta se le cose sono andate male, se la prende con lui per le sue feste che vengono imputate di essere commerciali e senza senso. Il dicembre è un barbone vagabondo del nuovo millennio, in balia di accuse e di speranze, sballottato tra canditi e bollcine, tra puttane e alcolizzati. Viene investito di sms e ragazzini con tanta polvere esplosiva da festeggiare un funerale; posto sotto la coltre spessa di ciò che è stato e ciò che sarà!

Questo mese mi è sempre stato a cuore nel bene o nel male, nonostante il mio delirio di poc’anzi. E credo fermamente che questo dicembre del 2007 sarà importante per me quanto e più dei precedenti che ho avuto. Mancano meno di due settimane a questo Natale e poco più per il Capodanno, ma dopo tanti anni io risento in me quel sapore delle feste come quando ero bambino che aspettavo il giorno di Natale sentendone l’atmosfera e il significato.

E io questo glielo devo al dicembre… grazie per avermi accudito da bambino facendomi sognare, sperare ed amare, perché oggi posso sentire ancora il sapore di un ricordo meraviglioso risorgere in me come il fuoco di una fenice sotto le sue ceneri. Grazie per avermi dato un segno della bontà negli uomini, della purezza nella candida, soffice neve che ripulisce il mio sguardo e della forza nella capacità di un nuovo inizio. Con le sue storie piene di magia, elfi, fate, doni e meraviglia, ma anche piene di morali e significati importanti. Grazie dicembre per avermi nutrito così bene, oggi sento di essere una persona migliore anche tramite questo. Grazie! :)

Io non sono qui

21 Settembre 2007, Venerdì

Notte senza sonno questa. E come, accade a molti, provo a prender sonno cercando di stancarmi in qualche modo. Questa volta pare che leggendo non sia sufficente, perciò passo a scrivere.

Voglio parlarvi del film che ho visto mercoledì sera. Voglio parlarvi del film che dà omonimamente il titolo di questo blog. Voglio parlarvi del film uscito recentemente che parla della vita di Bob Dylan. Rockstar, poeta, fourilegge, vagabondo, ribelle. Questi sono i titoli che gli vengono attributi.

Il film è presentato come un’alternante danza delle vicissitudini di Dylan attraverso varie fasi della sua vita, interpretate da ben sei differenti attori. Durante lo svolgersi delle situazioni si capisce subito il principale significato del titolo, poiché ogni in passaggio della sua vita il protagonista viene in realtà identificato con nomi diversi oltre che con diversi attori.

Le scene sono intense e tutte paiono come spezzoni e collage buttati lì un po’ a casaccio e un po’ con cognizione di causa, con continui salti temporali, frasi ad effetto, momenti simbolici e, a tratti, allucinati. Il tutto per comporre in modo più appropriato la vita e le sensazioni di un grande musicista americano, che ha influenzato tutta un’epoca e diverse generazioni a seguire con le sue canzoni.

Personalmente devo ammettere di non aver mai dedicato molta attenzione a questo grande cantautore. Un po’ per l’epoca lontana in cui si è contestualizzato il suo divenire, un po’ perché al giorno d’oggi sono così tanti ad essere stati colpiti e indirizzati dalla sua musica da risultare alle volte banale negli argomenti che tratta. Ultimamente ho avuto invece occasione di rispecchiarmi di più nella sua musica soprattutto per via di un certo viaggetto appena compiuto, ho pensato così di trovare un minuto di tempo per vedere qualcosa in più su chi mi ha tenuto a lungo compagnia in un’auto, sotto il sole, sulla strada.

In sé il film è veramente affascinante, devo ammettere che ne sono rimasto talmente colpito che molto probabilmente ne comprerò il dvd quando verrà in uscita. Al momento, per chi può, consiglio vivamente di fare un salto al cinema per andare vederlo e, visto il periodo un po’ scadente nel settore, vi assicuro che non ve ne pentirete!

Ultima nota a parte prima di andare a dormire. Questa sera spulciando sulle cifre del blog ho visto una quantità incredibile di accessi nella giornata. I più erano dedicati a Storie di fine pasto, questa nuova pagina che ho aperto come sfogo creativo. La prima storia “Sporca Notte di Fine Estate” si è già beccata due bellissimi commenti. Tutto ciò non può che farmi un gran piacere e voglio credere di poter arricchire la pagina continuamente con altro materiale in futuro. :)

Adesso è ora di andare a dormire (anche se non ho ancora sonno :( ), domani forse riuscirò a mandare in porto il discorso Capoeira, che è da giorni mi metto in lista ma non riesco veramente a trovare neanche un minuto per tirare il fiato dalle mille attività di questo periodo (in cui ho in effetti trascurato anche il blog un pochettino).

Buona notte e sogni d’oro mondo! :)