Bolle di sapone.

Non mi considero un pessimista. O almeno non mi considero più tale dal superamento dei difficili e ormonati anni dell’adolescenza (e dire che io sia cresciuto da allora per alcuni potrebbe risultare discutibile…), quando: capelli lunghi, abiti neri e musica metal, rappresentavano coscienza e spirito di ribellione. Non mi considero un pessimista, semmai un esistenzialista a tempi alterni. Anche se questo continua a non voler dire più di tanto, un senso di sfiducia generale nei confronti della vita resta sempre lì, accovacciato da qualche parte nella mia testa, nascosto in angoli bui, in attesa della sua occasione per spuntar fuori e cominciare a ballare la giga in segno di gongolante vittoria sul resto delle possibili opinioni, e dei punti di vista possibili. Non sono un pessimista, ma lungi da me volermi soffermare stabilmente su qualsiasi via di ottimismo. Eppure la vita, in momenti come questi in cui sa sorprenderti e coglierti piacevolmente alla sprovvista, è meravigliosa.

Cosa mia ha sorpreso? Me stesso.
Questa settimana si è aperta con la perdita di un’amicizia, a dir poco, fondamentale nell’ultimo anno. Una perdita in due parti: la prima sul piano del troncare un bel legame, la seconda nel non riconoscere più chi si ha di fronte… e ammettere di non aver capito forse niente della persona, di valutato male le sue caratteristiche e di aver riposto fiducia in qualcuno i cui comportamenti non hanno dimostrato di avere i connotati intesi. A chiudere è stato il sottoscritto, anche se non sarebbe spettata a me questa decisione, nonostante la consapevolezza di finire per soffrirne poi il distacco e, nel contempo, di dover affrontare anche i soliti fantasmi sepolti che, ogni occasione buona per rispolverarsi, tornano tutti insieme dal passato a farsi sentire.

Eppure… eppure dopo soli due giorni: *pop*. Anzi, tre *pop*. Uno nello stomaco, uno nel cuore e uno nella mente. Tre bolle di sapone esplose senza far rumore, solo un ovattato *pop* per ognuna. E così tutta la rabbia, la frustrazione, il senso di vendetta e il rancore, sono scomparsi come bolle di sapone, facendomi svegliare pieno di serenità e con i sensi frizzanti. In una timida rappresentazione di risveglio sensoriale dopo una lunga febbre. Passato il primo momento di euforia reattiva le cose si sono un pochino assestate in equilibrio, e senza il lungo decadimento a cui ero abituato… cose attraverso cui ero già passato prima, di cui avevo già esperienza come trattamento sul recupero. Non so se sia un bene o un male, evito di dare ulteriori giudizi finché la mia capacità stessa di giudizio non si riprenderà qualche centimetro di autostima, però non posso che meravigliarmi di questa nuova elettrizzante capacità di reazione a simili eventi. Starò invecchiando?  Starò crescendo? Starò impazzendo del tutto, scivolando senza saperlo in un nuovo mondo di illusioni? Non mi considererei un pessimista, semmai giusto un tantino pragmatico. E già che ci sono porterei con me un ombrello… si sa mai dovesse piovere ancora merda un domani.

Intanto per esercizio, come disse qualcuno, riprendo a filosofare col martello… e con un accenno di sorriso.

Esser felici come un bambino

Esser contenti non significa accontentarsi. Ci sono cose che lasciano un po’ di amarezza in bocca. Oggi per esempio ho visto il risultato  di un concorso letterario al quale ho partecipato. Un concorso per esordienti. Beh, non ho vinto. Pazienza! Quello che scoccia un po’ è vedere che chi ha vinto conosce, gira, frequenta, collabora con gli organizzatori del concorso… il che fa venire un sospetto da: “ma siamo in Italia!”. Preferisco vederlo piuttosto come un momento personale di riflessione sulla mia evidente acerbità narrativa piuttosto.

Del resto oggi ho fatto sorridere il mio cuginetto virtuale. Il nipote nr 4 di zia Tasti. Forse non mi leggeranno in tanti. Forse avrò distratto per un momento soltanto amici e conoscenti a cui ho fatto leggere il mio racconto. Forse alle volte sono solo un essere umano perennemente scontento e che pretende troppo. Forse…
Ma oggi ho fatto sorridere un simpatico bimbetto di sei anni che può voler dividere le patatine con un semi-sconosciuto. E questo mi fa contento… caspita se mi fa contento!!!

:D

Vado in Vietnam

Sin da piccolo ogni volta che sentivo dire la frasi tipo: ”è stato in Vietnam”, o “è successo in Vietnam”, o “vado in Vietnam”, etc. veniva associato alla recente famosa guerra, di cui gli americani ne hanno fatto un più che ampio specchio drammatico e a cui, di conseguenza, anche molti movimenti di diverso tipo associano la loro nascita.
Ogni notizia, evento, canzone, film o riferimento a questa nazione suscita in me un’involontaria associazione ad un territorio fatto di paludi, elmetti, violenza e ineluttabilmente a tutto quello che è stato a conseguenza di ciò che avvenne col passare del tempo nel dopoguerra.

Oggi invece le cose sono un po’ diverse, una persona che conosco, un mio carissimo amico, oggi partirà per questa nazione, in seguito alla realizzazione di un desiderio coltivato per anni di poter vedere questa terra che lo ha sempre affascinato e incuriosito, e che in qualche modo lo ha accolto fornendogli per anni una disciplina e una cultura morale solida tramite l’arte marziale di cui è praticante.
Gli faccio un grosso augurio per questa sua esperienza, e sinceramente devo ammettere che molto grazie alle centinaia di occasioni avute per parlare di questa nazione, dai connotati così orrendamente sconvolti, posso dire oggi che la parola “Vietnam” evoca meno orrori di quanto in precedenza non l’abbia mai associata!

Piove + 30 by 30 – Sangue = Fine maggio 2008

Tempi bastardi… Tempo di fare saving… Oggi c’è il 3×1 su quest’articolo! Venite!!! Accorrete gente… venite!

Piove… governo ladro! Mannaggia se piove qui a Torino. O, perlomeno, mannaggia quanto ha piovuto in questi giorni. Si, oggi sembra essersi preso una pausa, sperando che duri perlomeno per tutto il fine settimana. Fine settimana lungo, per fortuna! Ma alla legge di Murphy (come la cara JOe lo dimostra) non facilmente si può scampare, quindi tanto vale non mettere limiti alla provvidenza. Vorrei annichilirvi con tutte le cose dette/fatte sulla pioggia, componendo un articolo articolato che descriverebbe quanta bella abilità associativa e di ricerca sono in grado di tirare fuori… ma anche no! ;)

Le uniche nuvole che attualmente non portano altra pioggia sono quelle del mio grande amico NuvolePensierose, il quale, oggi, compie gli anni. AUGURI!!!
30 io, 30 lui, oggi è il 30! Sono molte le cose che abbiamo passato insieme ormai io e
NuvolePensierose, a lui devo più di tutto (oltre a una grande bellissima amicizia) l’approdo su questa bestiaccia di piattaforma d’un blog. Ieri sera feste, lazzi, qualche bollicina dorata e un po’ di dolce materia biocommestibile! :)

Per fortuna che in, un barlume di rimembranza, ieri sera mi sono ricordato di non riempir troppo la panza. Soprattutto dopo la mezzanotte, perché questa mattina avevo un bel prelievo sanguigno. M’hanno fatto la bua senza che neanche fossi un bue (pessima, lo so: ma per un 3×1 che vi aspettate? anche la qualità?)!
Adesso come un bue devo mangiare, perché ciò che mi è stato tolto deve tornare! :D

Tempi bastardi… Tempi di fare saving… Tempi maledettamente pericolosi, si fanno i 3×1! Venghino, siori, venghino! Articoli in offerta discount… solo fino a fine mese!

Cavalli di legno, pallidi Conti e una scatola da scarpe

A volte ci sono cose che sembrano avere una natura, almeno in parte, ricorrente. Spesso questo varia da soggetto a soggetto, c’è chi, ad esempio, non può fare a meno di mettersi insieme con persone che hanno caratteristiche fisiche o caratteriali che le accomunano, oppure succede che, intavolando un certo tipo di lavoro, puntualmente a una certa data di scadenza se ne venga a noia e si cerchi nuovamente altro.
In questo caso a me sta succedendo di aver fatto nuovamente il primo passo verso un cambio di abitazione e l’inizio di una convivenza. Qualcosa di estremamente emozionante, ma che, al tempo stesso, attanaglia lo stomaco dalle incertezze. Le circostanze sono diverse, così come diverso lo sono io, dopo due anni passati dall’ultima volta che ho tenta un passo simile, e ovviamente è diversa la persona e i motivi per cui ci vado a vivere insieme, ma quella leggera inquietudine di non sapere ancora se sono stato capace di spezzare quella ricorrenza accaduta tempo addietro mi sta tenendo col fiato sospeso, un apnea di vita.

Forse c’è bisogno di un piccolo preambolo. Due anni fa decisi con una persona, che ritenevo strettamente amica, di andare vivere lontano da babbo e mammà per avere finalmente un po’ di indipendenza e poter così comiciare (a quasi trent’anni grazie ai prezzi <-> stipendi del nostro bel Paese) una vita più autosufficiente e matura che non comprendesse legami gerarchico/familiari che ogni genitore, penso, solitamente instaura automaticamente coi propri figli. Or bene, con questa persona (che i bambini chiamerebbero innocentemente “testa di pupù”) ci accordammo di dividerci le spese in modo da non finire male visto il costo degli affitti e della vita in genere. Così trovammo casa, dipingemmo casa, arredammo casa e cominciarono i problemi. Problemi inizialmente extra-casa, che mano a mano si trasformarono diffondendosi epidemicamente e io mi ritrovai con un bel cavallo di legno pieno zeppo di vermi nascosti all’interno. Io stesso avevo ce lo avevo tirato dentro nella mia vita e a me era stato lasciato il compito di valutarne l’affidabilità, ma mi sbagliai.
A quei tempi, putroppo, avevo anche attorno a me un sacco di vampiri che succhiavano continuamente sangue alle mie risorse economiche, così quel poco che ero riuscito a mettermi da parte con tanta (ma non troppa) parsimonia da formichina venne dilapidato in un attimo, nella maggior parte venne “investito” per l’appartamento.
La tragica conclusione fu di perdere praticamente tutto, a cominciare dai soldi, dal bell’appartamento grosso, economico e in un’0ttima zona, all’ex-amico e, non per ultimo, anche l’orgoglio personale dell’essere costretti a dover chinare la testa e a tornare dai miei genitori perché in gravi mancanze economiche.

Oggi le cose sono un po’ diverse, ma il passo di buttarmi e mettermi in gioco ancora e uscire di casa con l’idea di cominciare una nuova avventura, volta a portarmi in un territorio che fino ad oggi si è dimostrato un campo minato, mi mette al tempo stesso entusiasmo e agitazione. Sto uscendo fuori con la mia scatola da scarpe, unico bagaglio di ricordi e sogni. Sto uscendo per mettermi su una strada senza indicazioni ma solo una probabile meta che voglio raggiungere. C’è un limite al ripetersi delle volute di causa-effetto, io questa volta intendo essere convinto di aver spezzato il riproporsi dei brutti eventi con qualcosa che, sento, mi porterà alla felicità. Solo il tempo dirà l’esito…

MR. BIG
Goin’ Where The Wind Blows

Someone said life is for the taking
Here I am with my hand out waiting for a ride
I’ve been living on my great expectations
What good is it when I’m stranded here
And the world just passess by
Where are the signs to help me get out of this place

If I should stumble on my moment in time,
How will I know
If the story’s written on my face, does it show
Am I strong enough to walk on water
Smart enough to come in out of the rain
Or am I a fool going where the wind blows

Here I sit halfway to somewhere
Thinking about what’s in front of me and
What I left behind
On my own, supposed to be so easy
Is this what I’ve been after
Or have I lost my mind
Maybe this is my chance coming to take me away

If I should stumble on my moment in time,
How will I know
If the story’s written on my face, does it show
Am I strong enough to walk on water
Smart enough to come in out of the rain
Or am I a fool going where the wind blows

Here I am walking naked through the world
Taking up space, society’s child
Make room for me,
M
ake room for me,
Make room for me

Am I strong enough to walk on water
Smart enough to come in out of the rain
Or am I a fool
Going where the wind blows
Going where the wind blows
Going where the wind blows
Going where the wind blows