Tempi bastardi… Tempo di fare saving… Oggi c’è il 3×1 su quest’articolo! Venite!!! Accorrete gente… venite!

Piove… governo ladro! Mannaggia se piove qui a Torino. O, perlomeno, mannaggia quanto ha piovuto in questi giorni. Si, oggi sembra essersi preso una pausa, sperando che duri perlomeno per tutto il fine settimana. Fine settimana lungo, per fortuna! Ma alla legge di Murphy (come la cara JOe lo dimostra) non facilmente si può scampare, quindi tanto vale non mettere limiti alla provvidenza. Vorrei annichilirvi con tutte le cose dette/fatte sulla pioggia, componendo un articolo articolato che descriverebbe quanta bella abilità associativa e di ricerca sono in grado di tirare fuori… ma anche no! ;)

Le uniche nuvole che attualmente non portano altra pioggia sono quelle del mio grande amico NuvolePensierose, il quale, oggi, compie gli anni. AUGURI!!!
30 io, 30 lui, oggi è il 30! Sono molte le cose che abbiamo passato insieme ormai io e
NuvolePensierose, a lui devo più di tutto (oltre a una grande bellissima amicizia) l’approdo su questa bestiaccia di piattaforma d’un blog. Ieri sera feste, lazzi, qualche bollicina dorata e un po’ di dolce materia biocommestibile! :)

Per fortuna che in, un barlume di rimembranza, ieri sera mi sono ricordato di non riempir troppo la panza. Soprattutto dopo la mezzanotte, perché questa mattina avevo un bel prelievo sanguigno. M’hanno fatto la bua senza che neanche fossi un bue (pessima, lo so: ma per un 3×1 che vi aspettate? anche la qualità?)!
Adesso come un bue devo mangiare, perché ciò che mi è stato tolto deve tornare! :D

Tempi bastardi… Tempi di fare saving… Tempi maledettamente pericolosi, si fanno i 3×1! Venghino, siori, venghino! Articoli in offerta discount… solo fino a fine mese!

A volte ci sono cose che sembrano avere una natura, almeno in parte, ricorrente. Spesso questo varia da soggetto a soggetto, c’è chi, ad esempio, non può fare a meno di mettersi insieme con persone che hanno caratteristiche fisiche o caratteriali che le accomunano, oppure succede che, intavolando un certo tipo di lavoro, puntualmente a una certa data di scadenza se ne venga a noia e si cerchi nuovamente altro.
In questo caso a me sta succedendo di aver fatto nuovamente il primo passo verso un cambio di abitazione e l’inizio di una convivenza. Qualcosa di estremamente emozionante, ma che, al tempo stesso, attanaglia lo stomaco dalle incertezze. Le circostanze sono diverse, così come diverso lo sono io, dopo due anni passati dall’ultima volta che ho tenta un passo simile, e ovviamente è diversa la persona e i motivi per cui ci vado a vivere insieme, ma quella leggera inquietudine di non sapere ancora se sono stato capace di spezzare quella ricorrenza accaduta tempo addietro mi sta tenendo col fiato sospeso, un apnea di vita.

Forse c’è bisogno di un piccolo preambolo. Due anni fa decisi con una persona, che ritenevo strettamente amica, di andare vivere lontano da babbo e mammà per avere finalmente un po’ di indipendenza e poter così comiciare (a quasi trent’anni grazie ai prezzi <-> stipendi del nostro bel Paese) una vita più autosufficiente e matura che non comprendesse legami gerarchico/familiari che ogni genitore, penso, solitamente instaura automaticamente coi propri figli. Or bene, con questa persona (che i bambini chiamerebbero innocentemente “testa di pupù”) ci accordammo di dividerci le spese in modo da non finire male visto il costo degli affitti e della vita in genere. Così trovammo casa, dipingemmo casa, arredammo casa e cominciarono i problemi. Problemi inizialmente extra-casa, che mano a mano si trasformarono diffondendosi epidemicamente e io mi ritrovai con un bel cavallo di legno pieno zeppo di vermi nascosti all’interno. Io stesso avevo ce lo avevo tirato dentro nella mia vita e a me era stato lasciato il compito di valutarne l’affidabilità, ma mi sbagliai.
A quei tempi, putroppo, avevo anche attorno a me un sacco di vampiri che succhiavano continuamente sangue alle mie risorse economiche, così quel poco che ero riuscito a mettermi da parte con tanta (ma non troppa) parsimonia da formichina venne dilapidato in un attimo, nella maggior parte venne “investito” per l’appartamento.
La tragica conclusione fu di perdere praticamente tutto, a cominciare dai soldi, dal bell’appartamento grosso, economico e in un’0ttima zona, all’ex-amico e, non per ultimo, anche l’orgoglio personale dell’essere costretti a dover chinare la testa e a tornare dai miei genitori perché in gravi mancanze economiche.

Oggi le cose sono un po’ diverse, ma il passo di buttarmi e mettermi in gioco ancora e uscire di casa con l’idea di cominciare una nuova avventura, volta a portarmi in un territorio che fino ad oggi si è dimostrato un campo minato, mi mette al tempo stesso entusiasmo e agitazione. Sto uscendo fuori con la mia scatola da scarpe, unico bagaglio di ricordi e sogni. Sto uscendo per mettermi su una strada senza indicazioni ma solo una probabile meta che voglio raggiungere. C’è un limite al ripetersi delle volute di causa-effetto, io questa volta intendo essere convinto di aver spezzato il riproporsi dei brutti eventi con qualcosa che, sento, mi porterà alla felicità. Solo il tempo dirà l’esito…

MR. BIG
Goin’ Where The Wind Blows

Someone said life is for the taking
Here I am with my hand out waiting for a ride
I’ve been living on my great expectations
What good is it when I’m stranded here
And the world just passess by
Where are the signs to help me get out of this place

If I should stumble on my moment in time,
How will I know
If the story’s written on my face, does it show
Am I strong enough to walk on water
Smart enough to come in out of the rain
Or am I a fool going where the wind blows

Here I sit halfway to somewhere
Thinking about what’s in front of me and
What I left behind
On my own, supposed to be so easy
Is this what I’ve been after
Or have I lost my mind
Maybe this is my chance coming to take me away

If I should stumble on my moment in time,
How will I know
If the story’s written on my face, does it show
Am I strong enough to walk on water
Smart enough to come in out of the rain
Or am I a fool going where the wind blows

Here I am walking naked through the world
Taking up space, society’s child
Make room for me,
M
ake room for me,
Make room for me

Am I strong enough to walk on water
Smart enough to come in out of the rain
Or am I a fool
Going where the wind blows
Going where the wind blows
Going where the wind blows
Going where the wind blows

Bilancia di felicità (parte II)

04 Dicembre 2007, Martedì

… articolo precedente

Ascoltare: non so perché ma viene sempre difficile questo lato. Se ne sentono tante, ma se ne ascoltano sempre troppo poche, se da ogni cosa che avessi sentito in vita mia avessi ascoltato di più forse non ci avrei messo così tanto tempo a realizzare alcune cose. Mettendomi invece nella considerazione più musicale della questione, devo ammettere che sono un po’ a digiuno di novità, ma aspetto con ansia il nuovo album di Nick Cave “Dig, Lazarus, Dig!” previsto per il 3 marzo 2008.

Leggere: ho troppi libri da terminare, per non parlare di quelli da cominciare. E poi cosa succede? Che finisco in libreria, vedo qualcosa che mi piace, lo compro e si fa compagnia insieme agli altri a prendere la polvere. Felice si e no in questo campo, soprattutto perché di novità ce n’è poche, si passa il tempo aspettando che arrivi qualcosa di meglio.

Risparmiare: altra arte particolarmente difficile in questo periodo che mi ha visto viaggiare un po’ più del solito, rimodernare il mio armadio e la mia scarpiera, e di togliermi anche qualche altro sfizio extra. Vorrei essere un po’ più contenuto in questo campo, soprattutto in vista della mia prossima (e spero imminente) spesa riguardante l’andarmene a vivere per conto mio.

Vedere: al momento vedo le cose ravvicinate, il resto è sfocato e spesso si sfocano anche le cose attorno a me. Amori, amici e parenti sono troppi per riuscire contemporaneamente a condurre la mia vita e badare anche a loro. Ne afferro un paio da quel turbine per tenermeli veramente stretti, gli altri al momento devono accontentarsi di andare e venire dalla nebbia, perché finché non trovo più stabilità nei miei giorni chiudendo le cose che ho in sospeso e riuscendo ad avere così più tempo per gli altri, non potrò fare alto che vedere solo ciò che mi è vicino e stretto.

fine (per ora)!

Take my back!

07 Novembre 2007, Mercoledì

Non fatevi brutte idee. Questo titolo, nonostante possa farvi pensare male, in realtà viene tradotto con: “Guardami le spalle!”. E’ una di quelle frasi che gli anglofili definiscono “false friends”, ma io invece penso che solo a chi più ci fidiamo, come gli amici veri ad esempio, possa venir detto di guardarci le spalle.

Dar la fiducia a qualcuno a cui si sta lasciando il compito di proteggerci un lato scoperto, vulnerabile, di noi stessi può essere davvero molto molto difficile. Già sovente per molti è difficile ammettere di avere lati vulnerabili, ancor di più lo è il fatto di chiedere a qualcun’altro di prendersene cura, e ancor di più è arrivare a capire che, questo qualcuno, è a sua volta una persona… quindi vulnerabile a sua volta e non di meno soggetta a debolezze e a commettere errori.

E allora il punto è: quanto è difficile perdonare qualcuno a cui si è detto “guardami le spalle” e poi proprio lì invece ci ha ferito, ma solo ora riusciamo a comprendere il perché dato che potremmo essere nella situazione di commettere anche noi, non volendo, lo stesso errore con qualcun altro?

A circa un anno di distanza sto rivalutando alcune cose che mi sono accadute. Non intendo assolutamente fare paragoni, anche perché non sono esattamente nella stessa situazione di nuovo. Semplicemente comincio a comprendere meglio il perché sono avvenute determinate cose e mi domando quanto se sarei capace di perdonare qualcuno per errori, un tempo considerati ingiustificati, e che ora forse potrei definirli… forse comprensibili (non scusabili, ma comprensibili).

Non mi sento ancora pronto per perdonare questa persona, ma non mi sento neppure che quel qualcuno se lo meriti… solo sto cominciando ad avere un principio di dubbio sulla questione e chissà, forse un giorno succederà. Forse… o forse era davvero solo un “false friend”!

Dama che t’ama!

28 Ottobre 2007, Domenica

Oggi niente sveglia per fortuna,
è un mezzogiorno che dovrebbe esser l’una!
Sapete, ho la testa appesantita
perché ho fatto una partita.

Ieri sera sono andato
in un locale col seminterrato.
Birrificio lo si chiama
e si gioca anche a dama.

E’ una dama un po’ particolare
le pedine si bevono, non mangiare!
Col mio amico ci fermiamo
e una dama ordiniamo.

Rosse per lui, bionde per me,
il migliore chi ne vince tre!
Due a due invece finiamo,
e per questo pareggiamo.

Storti e sazi ci muoviamo,
per tornare a casa piano.
La serata ci è piaciuta
abbiam fatto una gran bevuta!

Cari amici così è passata
la simpatica serata.
Quel ch’è successo ieri sera
è aver passato il tempo con un’amicizia vera! :D