Terra brutta e desolata

Da un anno a questa parte, anche più, desideravo poter cambiare il solito panorama quotidiano, a tal punto da perdere di significato la meta e ”tutto purché lontano da qui”, pensavo. Adesso, in questi giorni, il suddetto bisogno tanto atteso si è realizzato ma non sono della stessa idea… il dove è importante.

Girellavo in auto quando, chiacchierando, esce il commento: “di terra brutta e desolata ne ho vista molta in questi giorni… beh, in effetti qui non è nemmeno tanto brutta ma certo resta molto desolata”. E in fondo, appena finisco la frase, sento un piccolo colpo. Un colpo o, piuttosto, un senso di colpa.

Ebbene sì, mi rendo conto di non avere alcun diritto di denigrare qualcosa che magari vorrebbe dare, si sforza, ma di più non può. Lo capisco bene, mi ci ritrovo pure pienamente in questo e allora mi pento di un giudizio tanto affrettato, sento specchiarsi qualcosa anche se l’immagine resta gran parte sfocata.

Nella mia siccità di pensiero, nella secchezza di emozioni in cui mi ritrovo, percepisco una grande aridità d’animo e con quanta altra durezza mi devo porre per recuperare uno stato più florido d’interesse? Quanto sale, quanta polvere, quanta ulteriore cristallizzazione può guarire le ferite di una terra così brutta e desolata? Beh davvero, mica poi tanto brutta in fondo…

Non si può regalare ciò che non ci appartiene…

… e invece io lo faccio. Così lascio novembre, i suoi giorni malinconici, le serate nostalgiche, la Giusy Ferreri a decantarlo come un disco rotto e le prime avvisaglie pubblicitarie prenatalizie, in mano a qualcun altro, dalle abili ditine pigiatasti volenterose e con più argomenti su cui scrivere. E come disse il Santi Licheri vestito con la sua mantellina nero-pipistrello: “vado in letargo nella batcaverna per deliberare!”

Daily fight

Ogni giorno, sin da quando apro i miei occhietti adombrati di nebbie fumanti dei sogni, mi ritrovo a combattere contro un’antica forza entropica: la Pigrizia!
Certe mattine ha pure vinto Lei, ma da quando la vita richiede ch’io debba sostenermi sulle mie forze ho dovuto impegnarmi a suon di volontà, giorno dopo giorno, di mettere da parte le tentazioni che offre così comodamente.
Ma so che il problema non è solo mio, lo vedo diffuso negli altri anche. Negli occhi della gente che passa accanto a me ogni giorno, sull’autobus, nelle strade, in ufficio, al market, sono segnati dalla stessa battaglia che anch’io devo fare in ogni momento. E tra gli amici, i colleghi, i parenti vedo lo sconforto a volte, l’annichilimento e l’abbattimento per le condizioni tortuose quotidiane in cui ci pone il vivere, e che la Pigrizia non ci permette di affrontare vigorosamente o n’è causa addirittura.
E’ arrivato l’autunno, stagione delle foglie cadenti, delle piogge, dei primi soffi di vento veramente freddo, del sole che, per quanto luminso, comincia a farsi freddo, stagione del letargo. Il mondo si fa pigro di natura e l’uomo la sente, forse ancora di più perché da sempre vuole avere un ritmo di vita suo, indipentendente, ma in realtà non se ne può scindere.
Non so come vadano le cose, ma vedo questa catena che mi tiene legato e non mi permette di fare appieno tutto quel che vorrei, facendomi percepire lo scorrere del tempo, della mia vita, che passa con grossi sprechi. Non vorrei, per questo la combatto ogni giorno…