Un lungo saluto

30 Gennaio 2008, Mercoledì

Questo è l’articolo più difficile che ho dovuto fin’ora comporre. Penso di averlo cancellato e riscritto non meno di una trentina di volte, finanche ora ho dei ripensamenti al riguardo ma ormai come viene resterà!
Da alcune settimane ormai rifletto sulla decisione che ho preso, rivedendo soprattutto i motivi, le circostanze e i significati che mi hanno portato anche solo a prendere in considerazione il fatto di volerlo.
Ho deciso di chiudere questo blog dopo mesi di onorato servizio, dovendogli un GRAZIE enorme per tantissime cose! E un altro GRAZIE galattico per tutti quelli che hanno avuto, e spero avranno, un bel ricordo di quello che ho scritto.
L’avventura di Eat Me & Drink Me! finisce qui, i motivi che mi portarono a crearlo e per cui intendevo portarlo avanti si sono attualmente dissipati dalla mia vita, che ora è rivolta verso altro. Inoltre mi dispiace tantissimo anche, come blog in sé, di non poter avere quella giusta attenzione e quel giusto tempo da dedicargli, che in qualche modo penso gli spetterebbe.
Ovviamente nessuna decisione è irrevocabile e non è detto che un giorno non si possa tornare sui propri passi o con qualcos’altro, ma al momento quella che ho fatto è una scelta che sento e che sento essere a tempo indeterminato.

Un saluto e un sorriso caloroso a tutti! :D

Penombra e sussurri

28 Gennaio 2008, Lunedì

Chiudo gli occhi, gettando uno sguardo ai led verdi di quell’orologio digitale che segna una manciata di minuti dopo la mezzanotte, non sono stanco ma devo dormire se non voglio esserlo domattina. Non ci riesco, rinfilo le ciabatte vado verso il portatile… non è una notte da dormire, non è una notte tranquilla, ho bisogno di scrivere qualcosa perchè nella poca luce di questa stanza una flebile voce interna non mi lascia riposare. La riconosco e allora la scaccio così.

Apro gli occhi, sono un bel bambino attento e diligente, dalla salute precaria. Gli occhi sono grandi e sinceri, il corpo è magro e patito, ma c’è luce dentro nonostante tutto. Le persone dimostrano affetto, non si può ancora vedere ma il loro sguardo ha un misto di benevolenza e compassione, come le loro nitide parole. Sorrisi di circostanza e baci di apparenza, l’odore dell’ipocrisia si fa a mano a mano sentire.

Chiudo gli occhi, mi ritrovo adolescente timido e introverso, con un paio di occhiali che focalizzano a forza un mondo che cercavo di sbiadire e cancellare. Non c’è più luce dentro, ma solo un’oscurità penetrante, attraversa tutte le maschere e le menzogne, arriva dritto a fondo, mette paura per la sua infallibilità. C’è tanta rabbia e voglia di dolore, c’è solo un grande silenzio dopo l’olocausto.

Apro gli occhi, ci sono tante candeline quante ne servono per votare, anche qualcuna in più, ma ognuna di quelle non ha un grande significato, la vita ricomincia oggi poco per volta. Non c’è luce, non c’è oscurità, ma solo uno stretto cammino in bilico nella penombra con sussurri del passato tutt’intorno e un’incedere inerziale fatto perlopiù di domande e incertezze. Vivo più di istinti che di altro, affino il mio senso di legame con la natura e mi sento più un animale che sopravvive, che non una persona nella società.

Chiudo gli occhi, guido la mia auto giorno e notte, sono grande abbastanza per farlo, per fare tardi, cercarmi una casa, sapere ciò che è bene e ciò che male. So come poter riaccendere le candele che sono cadute nella neve, scelgo più spesso la luce delle tenebre e la mia voce è sicura, matura e ferma, gli altri mi ispirano ma le parole sono le mie, ma non basta… sono ancora sempre solo, di certo non felice anche se provo ad aiutare gli altri ad esserlo.

Apro gli occhi, è una notte fredda di un anno bisestile appena cominciato, accendo il portatile per scrivere alcune parole nello stesso posto dove ho avuto occasione di poter incontrare qualcuno, così speciale al punto di poterla amare con tutta la forza della natura. Dall’intensità del calore e della luce del sole, al caos ululante di forza di una tempesta; dalla delicatezza della brina che diventa rugiada, al lento, intraprendente e silenzioso crescere di un’albero secolare; dall’inebriante inseguimento di una caccia a perdifiato, all’elegante levarsi in volo sincronizzato di uno stormo su di un fiume al tramonto.

Sono felice, giorno dopo giorno cresco e nutro con attenzione la mia felicità (che spero sia la “nostra”) e provo ancora ad aiutare gli altri a prendere modo e motivo di crearsi la propria. Adesso però chiudo gli occhi, per sognarla e sognare il mio domani, che è quasi giunto a me nelle ore che ho passato a scrivere… buon riposo! :)

Sword of Damocles

12 Gennaio 2008, Sabato

“Dioniso, il tiranno che governava Siracusa, venne proclamato da Damocle, l’adulatore, l’uomo più felice della terra. Il re, per convincerlo del suo errore, invitò Damocle a un banchetto, rivestendolo e trattandolo come un sovrano e lasciandogli il suo posto a tavola. Ma durante la festa, una spada sostenuta da un singolo crine di cavallo,  fu appesa al soffitto proprio sopra la testa di Damocle. Sorpreso della spada appesa Damocle chiese a Dioniso come mai vi fosse una spada appesa in modo così precario proprio sopra il posto del re, e gli chiese come mai non la faceva togliere di lì vista la sua pericolosità. Dioniso rispose che la vita di un tiranno è sempre sotto pericolo e che la spada simboleggiava come comprendere meglio il tipo di felicità a cui è sottoposto un regnante. Damocle perse improvvisamente il gusto e i sapori di ogni vezzo goduto durante la festa.

Rileggo questo semplice sunto del racconto sulla Spada di Damocle per portare alla mia mente uno degli esempi più simbolici sul potere, su coloro designati ad amministrarlo e sullo stile di vita e rischi che comporta avercelo.
Ad oggi una seconda città in Italia è esplosa in un atto di violenza a seguito del problema rifiuti. Un brivido è corso lungo la mia spina dorsale perchè ho visto quella spada dondolare leggermente, ho sentito il crine di cavallo cigolare fastidiosamente per il peso.
Speriamo che tenga… per l’ennesima volta, speriamo che tenga!

Teneramente

11 Gennaio 2008, Venerdì

Farfalla vola
Nel caos tra le stelle
Bacia la sera

Chi ben comincia…

04 Gennaio 2008, Venerdì

L’anno nuovo è cominciato, banale constatazione penserete, e insieme all’anno nuovo sono cominciate alcune cose nuove. Una novità per me, ad esempio, è il corso autodidatta di armonica che sto facendo da due giorni, in seguito al regalo fattomi dalla mia dolce amata che, ben consapevole di potersi allontanare a distanza di sicurezza per le sue orecchie, sapeva di farmi cosa enormemente gradita. Ho chiamato la mia bellissima CrossHarp della Hohner: AryMonika; mi sembrava ironicamente geniale, poi quale cosa migliore che mantenere il genitivo femminile a uno strumento su cui poggiare le labbra.

Le novità non finiscono qui, anche sul fronte lavorativo sono cominciati alcuni nuovi impieghi che spero mi portino ad avere un buon anno di attività e qualche soddisfazione in più, che se ne sente la necessità in questo settore ormai un po’ paludoso di recente. Oltretutto legata al mondo lavorativo c’è anche l’esigenza di poter imbastire il discorso di trovare appartamento e ritagliarsi così un piccolo spazio del tutto personale e indipendente dalla propria famiglia. Anche perchè come ulteriore elemento della cascata c’è l’imminente cambio di decina nella mia età anagrafica che quest’anno farà un cambio netto, si passerà a tre… “meglio cambiare, neh?”.

Novità più promettente per quest’anno, è anche l’andare a vivere con la mia Regina di Cuori se le circostanze riusciranno a permettercelo e, soprattutto, se le nostre risorse finanziarie riusciranno a permettercelo. Tutto ciò mi porterebbe a pensare di dover far quattro chiacchiere su chi, tempo fa, chiamò questo stile di vita da “bamboccioni” e fargli capire quanto sia stato utile il suo intervento nella faccenda.

Insomma figlioli, come si dice: Chi ben comincia è a metà dell’opera! - io aggiungo che: Solo chi continua la porta a termine, altrimenti resterà a metà! :)