Ferie (fase II): i cortochilometraggi

Spesso si dice che al Destino piaccia essere ironico e che gli piaccia anche giocare, sebbene sovente non abbia un umorismo condivisibile e né si possa dire abbia doti di lealtà. Ad esempio: proprio mentre rintoccano gli ultimi momenti di ferie estive, e aumenta il desiderio di non finirle così in fretta, i due orologi a muro in casa si sono fermati, quasi a voler bloccare il tempo di questi giorni. Citando lo stimato Hermann Hesse: “Anche un orologio fermo segna l’ora giusta due volte al giorno”, e in questo caso si tratta delle 3:29 e delle 6:59. Buffo, tutt’e due a un passo dal fare cifra tonda.

Eppure nessuna preoccupazione per l’orario in queste due settimane, ho zittito la sveglia e non mi sono fatto tediare dalla fretta, come bisognerebbe fare sempre nelle ferie. Ho visto la quiete del lago, mi sono tuffato nel mare, ho respirato la montagna, e in ogni momento mi sono tenuto il più lontano possibile dal ticchettio, dalla cifra digitale, da lancette e quadranti. Sono stato a bivaccare all’ombra, mi sono rosolato leggendo sulla pietraia, ho farfugliato pensieri leggeri ad altezze con una superiore densità d’ossigeno, e in nessun caso ho pensato fosse troppo presto o troppo tardi per qualunque cosa.

Certo impossibile starne del tutto senza. Il pagamento dei parcheggi, la freschezza dei viveri nel frigo portatile, l’incendiarsi del cielo al tramonto, le prenotazioni al ristorante… le vie indirette dell’inevitabile scorrere di Cronos erano comunque presenti, tangibili sebbene doppiamente invisibili. Così per chiudere in bellezza restano una manciata di pasticcini da consumare con parsimonia, alcuni raggelanti conti delle spese fatte e un paio di batterie da sostituire per far ripartire i battiti dei segnatempo. Giusto per ricominciare a controllare quanto manca alla prossima tornata di momenti senza tempo…

Narciso e Boccadoro

Ho appena oggi finito di leggere per la prima volta il Narciso e Boccadoro di Hermann Hesse. Devo dire ch’è un libro sorprendente e pieno di piccoli spunti di riflessione ma (e lo scrivo anche a costo di venir lapidato a vista) dotato di un pessimo finale secondo me.

Inutile aggiungere che il premio nobel Hermann Hesse infila trovate piuttosto geniali qua e là durante tutta la trama di questo libro, anche se il meglio del meglio che abbia scritto resta il Siddharta secondo me. A prescindere da queste valutazioni personali c’è un bel libro dalla prosa fine e articolata che sa farsi leggere fino in fondo tutto d’un fiato.

Adesso la mia questione in auge di nuovo è: cosa leggerò la prossima settimana che mi accompagni al lavoro in autobus? Non lo so, nel frattempo devo gettarmi in questo week end a metà tra il piacevole e il malinconico per la partenza della mia Regina di Cuori verso la sua terra d’origine.

Una settimana di lontananza e una settimana senza ancora un libro che l’accompagni. Una settimana in solitudine e una settimana di raccoglimento delle idee per il futuro. Mando un abbraccio a tutti e torno nel mio silenzio ancora un po’… ma per poco poco.

Notte di delirio

Sono le tre della mattina quando comincio a scrivere questo e se devo essere sincero vorrei premettere che avrei voluto qualcosa in più che non stare qui a far passare il dolore. Si, perché non c’è insonnia, non c’è preoccupazione, non c’è un litro e mezzo di caffé bevuto che mi stanno tenedo sveglio, ma solo forti dolori che arrivano dal mio piedino martoriato.
L’ho rigirato per benino nel gel del Lasonil CM (che comincio a sospettare voglia dire altro quel CM), l’ho curato per benino, mi sono impasticcato a dovere per disinfiammarlo e dormire, ma niente… questa sera non ne vuol sapere e io me ne sto qui seduto a pigiare i tasti.

Sto cercando di mettere comunque a buon frutto il mio status sveglis (non si dice così? E pazienza…) e provo a scribacchiare qualcosa, cercando di farmi venire in mente una buona idea per un nome, un nome importante. Arrivo tra l’altro da una serata passata al cinema a vedere quell’obbrobrio di “10.000 AC”, che francamente mi ha lasciato perplesso sulla qualità dei film prodotti ad oggi. Sinceramente è da un po’ che non mi gusto un bel film a tutto tondo, devo dire che mi dispiace alquanto anche, perché le mie poche recenti serate si sono ridotte alla frequntazione delle consuete birrerie che ormai stancano sempre di più, diventano quasi più routine del proprio lavoro se non ci si sta attenti.

Ho comprato un nuovo libro l’altro giorno, un fantasy intitolato “Il Servitore Della Reliquia” di R.A. Salvatore. Lo scopo in sé non è stato tanto per il libro quanto più, invece, per via del fatto che da anni sento parlare di quest’autore e ora un po’ per “documentazione” diciamo ho voluto provare quest’ebbrezza. Al momento per le prime pagine non mi sembra granché, vedremo come prosegue il resto. Io se devo essere sincero annuso puzza di romanzo confezionato e con i conservanti, niente di genuino insomma, ma cercherò il più possibile di non abbandonarlo a metà. Sono giorni invece che vorrei riprendere daccapo la lettura dello splendido e intramontabile Siddharta di Hermann Hesse, ma penso che sia il libro che leggo e rileggo continuamente, non voglio abusarne per poi stancarmene.

Presto sarà Pasqua, che quest’anno accarezzerà gli ultimi resti della barba del dott. Inverno e cercherà di sguazzare in fretta verso lady Primavera. Intervistatore: “quando pensa alla primavera, qual’è la prima cosa che le viene in mente?”; KB: “lo sbocciare dei fiori, le belle giornate, i vestiti più leggeri, i prati profumosi e alle stramaledette pulizie da fare…”. Oggi pulizia un po’ ne ho fatta, ma solo a livello informatico purtroppo e comunque non a sufficienza ancora. E poi c’è questo articolo, noioso e barboso della mia quotidianità che perlomeno è servito a mettermi sonno… buona notte a tutti voi, a qualunque ora lo sitate leggendo. E scusate se mi sono permesso di annoiarvi, vi ripagherò con commenti di seconda mano sui vostri blog!
:P

Desaparecidos

Scomparso!

E’ il 10 di dicembre. Un freddo 10 di dicembre. Un giovane trentenne torinese si sta apprestando a rientrare a casa dopo una stancante giornata al lavoro, conclusa con un mal di testa dato da un mix di sinusite congenita, freddo e stress da lavoro. Entra in casa e si toglie la giacca, nel frattempo che sistema la spesa s’infila l’auricolare e telefona alla propria ragazza.

Finita la telefonata si prepara la cena, mette su la videocassetta per registrarsi Star Wars, “Episodio II – L’Attacco dei Cloni“. Finalmente, pensa tra sé, potrò avere tutti gli episodi della saga ora che li stanno ridando tutti di fila. Passano i minuti tra una pausa per eliminare la pubblicità dalla registrazione, alcuni sms e godersi il comodo e caldo divano di casa.

Poi finisce anche il film. Si spegne il videoregistratore, si risistema la tavola ancora lasciata lì da sparecchiare, rimette a posto le cose insomma. Si infila il pigiama con la testa ora piena di pensieri di molti tipi, e mentre si dirige verso il lettone pronto ad attenderlo gli viene da fare una riflessione su un passaggio del suo libro preferito: Siddharta.

Allora, si rialza dal letto, si infila le ciabatte, si muove veloce per controllare questa cosa e comincia a scartabellare nelle sue librerie. Esplora la prima: niente. Esplora la seconda: niente! Esplora la terza e ultima: NIENTE! Non lo trova… Comincia allora freneticamente a ripassarle tutte una seconda volta, NIENTE!!

Il germe del sospetto cresce sempre più veloce. L’avrò perso?, si domanda, Eppure l’ho appena ricomprato quest’estate, non è possibile! E’ già il secondo che compro, io non ho mai ricomprato un libro più di due volte, come faccio a vantarmi della mia paranoia sui libri e su come trattarli se mi perdo sempre il mio preferito?

Scomparso! Ore di ricerca inconcludenti… Scomparso, questa sera non avrò tempo di cercarlo ma domani si, ci proverò ancora una volta. In fondo Siddharta è der Suchende (ovvero: “colui che creca” in tedesco) e io, come sempre, mi sento molto come Siddharta in questo momento, sto cercando. Ma ho paura che dovrò cercare in libreria e ricomprarmelo accidenti…

E’ estate e si sente davvero!

Che il caldo si stia diffondendo giorno dopo giorno a macchia d’olio è ormai consolidato (o quasi insomma). Che alcuni dei miei colleghi abbiano già fatti un paio di giri di saluti per andarsene in ferie è ormai consolidato. Che le uscite serali e del fine settimana stiano aumentando per via del bel tempo è ormai consolidato.

Questa mattina però ho avuto un’ulteriore prova che l’estate sta giungendo al suo culmine di attività. Quando sono uscito di casa per andare a prendere, come di consueto, l’autobus per andarmene a lavoro mi sono potuto tranquillamente sedere con tanto di possibile scelta di posto, che quotidianamente, invece, manco si respira per la calca di gente che si trova su.

Altri segnali? Beh, la quantità di persone che ormai girano scosciate, smanicate, infraditate e occhia-solate che vien male a dover tenere un certo rigore per andare costantemente in ufficio… Poi il mio scaffale sta cominciando a riempirsi di libri che vorrei leggere con l’idea “tanto ad agosto qui non ci sarà quasi più nessuno e non ho molto altro da fare!”, che se guardo bene per il ritmo di lettura che sto tenendo io negli ultimi anni potrebbero bastarmi fino all’età pensionabile (già calcolata con le stime dei futuri incrementi visto l’andazzo!).

Ho appena finito di rileggermi il “Siddharta” di Hesse, sto lottando per andare avanti con la storia in un punto particolarmente noioso di “American Gods” di Gaiman, ed è da qualche mese ormai che ho interrotto a metà la lettura di “Sulla Strada” di Kerouac. Ho anche comprato gli ultimi 4 volumi (iiiiiiiik!) della serie di Lupo Solitario che iniziai a leggere circa 20 anni fa e solo ultimamente li hanno ri-pubblicati tutti… e sono ancora a 100 pagine dalla fine del primo! :(

I cinema stanno facendo sentire l’aria di promozioni, forse anche per via del fatto che tra il bel tempo che induce a starsene all’aria aperta e le ultime novità uscite di recente, devono fare i conti con una naturale scarsa affluenza…

Alle gelaterie ormai si fa la coda schivando la rumenta varia sparsa lungo il percorso… i concerti aumentano, soprattutto si organizzano diversi festival che magari vedono coinvolti più gruppi alla volta… le fughe week-endevoli si progettano su come arrostire la carne, se prendendo la tintarella o facendo grigliate o… tutt’e due!

Qualche cartolina di saluto provenienti da località più o meno esotiche, già hanno cominciato a fare la loro comparsa… roba da far venire l’angoscia se quando toccherà a me non scapperò via da quest’asfaltata città!

I colori si accendono anche quando viene sera, contando anche che ora le sere giungono tardi, e le zanzare possono finalmente staccare dalla loro dieta stagionale semi-forzata. Andando audacemente alla ribalta di corpi unti e bisunti da soluzioni più o meno efficaci di anti-zanzare, che se ci fosse un loro equivalente bellico nemmeno una bomba atomica dovrebbe poterli passare…

L’allarme incendi viene sentito un po’ dappertutto, e nel centro-sud Italia sembrano avere grossi problemi in proposito di recente… e tutte le volte mi viene da domandarmi come mai, se gli incendi sono di natura dolosa, anche sti cazzo di piromani non se ne vadano in ferie ad affogare in qualche cesso di discarica, liberandoci così anche della loro stupidità!

Quest’anno l’estate ha il suo bel da fare sentendosi in dovere di raggiungere temperature da record, visto che l’inverno l’ha sfidata facendo settimane primaverili a destra e a sinistra. Ma dico io, è chiaro che così la Signorina Estate si senta punta sul vivo no? Dott. Inverno la preghiamo quest’anno di essere meno sfrontato insomma…

Vabbè chiudo questa parentesi delirante alimentata dalla voglia di andarmene in ferie! Un abbraccio a tutti quelli che partono e un saluto a tutti quelli che tornano… io me ne devo stare qui fino a Settembre, perciò resterò a tediarvi con i miei post fino ad allora! :D