I Colleghi Collezionabili: il Ninja

Carissimi lettori e carissime lettrici, naviganti e navigatrici, cefalopodi e roditrici… ehm, ho il piacere di annunciare a voi tutti l’inizio di una delle novità più attese del momento: “I Colleghi Collezionabili”. La più straordinaria e completa serie di colleghi in scala, dipinti interamente nelle vostre teste con vere parole scritte a mano. Badate bene, il primo numero esce oggi all’incredibile prezzo speciale di… beh, di niente, e permette di gustarsi il primo modellino in apertura di questa fantastica raccolta: il Ninja.

Nel Giappone medievale un gruppo di scapestrati goliardici, amanti delle tutine nere attillate, delle armi affilate e dotati di un sano appetito per l’omicidio, decisero di dedicarsi alle loro principali passioni fondando un club piuttosto esclusivo: i ninja. Composto di persone dedite al ninjutsu, ovvero “l’arte della furtività”. Nell’Italia del nuovo millennio il concetto di ninja è giunto fino a noi, attraverso secoli di perfezionamento del tutto inalterato… ehm, in effetti, bisognerebbe dire quasi del tutto inalterato.

Il collega Ninja infatti ha: dismesso la tutina nera, considerandola ormai demodé, appeso al chiodo le armi arrugginite e si sforza, ogni giorno, di non commettere alcun omicidio (specie nei confronti del capoufficio) a parte ovviamente ammazzare il tempo. La sua caratteristica principale però la mantiene: lo studio e l’applicazione del ninjustu, ovvero l’arte della furtività. Questo tipo  di collega entra al mattino in ufficio ma nessuno ne scorge i movimenti, solo un lieve fruscio di vestiti e un dimesso “ngrn” sono segno della sua presenza. E senza aggiungere altro si piazza al pc, silenzioso, muovendosi di ombra in ombra, sbattendo anche contro gli spigoli con tutto quel buio.

Il Ninja è il tipo di collega che non ci si augura mai di avere alle spalle. Il motivo è semplice, nella sua atavica preparazione al sacro ninjutsu lui si acquatta in attesa di colpire. E come colpisce?! Semplice, con lo sguardo! Ebbene si, lui se ne sta buono per qualche tempo e poi, all’ora della pausa caffè, non usa la voce per invitare gli altri, no, violerebbe il suo codice ninja. Silenzioso come un centinaio di ettari di giungla cosparsi di Napalm, lui non parlerà mai e poi mai durante tutto l’arco della giornata. Così punta i suoi occhi verso la nuca del collega vicino e la fissa! Fissa fino a che, il povero malcapitato, non sente scaldarsi gli atomi dietro la testa che, a causa di una rifrazione della luce solare, sono stati trasmutati dallo sguardo insistente del ninja, in un laser pervasivo diretto alla corteccia cerebrale della sua vittima.

Alla snervante tortura del ninja, il povero malcapitato dovrà prima o poi inevitabilmente cedere. Al ché, girandosi, potrà vedere le labbra del collega Ninja muoversi senza produrre alcun suono. E lì allo sfortunato prescelto sorge una domanda: perché ho a che fare con un tale imbecille?! Ma poi un piccolo sforzo di immaginazione lo aiuta a decifrare il labiale: “caffè”. Ridotto sovente anche ad una più semplice sillabazione con “afe”. L’astuto collega Ninja a quel punto cerca di sfruttare la mimica, facendo un cenno con la testa (trad. “andare”) e contemporaneamente l’occhiolino (trad. “alle macchinette”), per agevolare la percezione e il senso del messaggio. Al povero malcapitato a questo punto esce un secco: “OW!”, e passa a una seconda sospetta teoria pensando: questo lo sa che i fraintendimenti causati dai messaggi non verbali possono essere pericolosi per la salute, o cerca soltanto di procurarsi un paio di occhi da Panda?! Durante la pausa al caffè è il momento clou, dove il collega Ninja è in grado di dare il meglio: scena muta per tutto il tempo! Le uniche interrelazioni sociali concesse sono: cenni, sorrisi, vaghi ondeggiamenti motori, oscuri accigliamenti improvvisi, e l’onnipresente mimica facciale rudimentale da brivido.

Non preoccupatevi però il collega Ninja non è pericoloso come sembra, al momento opportuno sarà scomparso dileguandosi nella più totale insonorità dalla scrivania accanto, dove ha passato le ultime dieci ore circa senza che nessuno si accorgesse della sua presenza, e senza che nessuno ne sentisse nemmeno più di tanto la mancanza. Giusto quel soffio di vento e un brivido lungo la schiena, vi faranno capire che il collega Ninja anche per oggi è uscito di scena… forse.

Per questa volta è tutto amici, ma soprattutto amiche, alla prossima puntata con… I Colleghi Collezionabili!!!