Ebbene sì, sto maturando una dura crisi parzialmente esistenziale col mio lavoro. Non parlo, in sé, della natura del mio lavoro, quanto delle circostanze attuali in cui mi trovo di farlo. Domani saranno ben due anni che lavoro sempre dal medesimo cliente come consulente informatico, almeno così si dice, ma il problema è che non mi sento di aver acquisito nulla in questo periodo di tempo. Parlando a livello di esperienza personale intendo…
Sia ben chiaro, non intendo proprio nulla nulla, anche perché dalle più semplici cose del nostro quotidiano si può imparare se si vuole e si tiene attivo il cervello, ma sto parlando di qualcosa che possa risultare significativo e tangibile. Per un consulente rimanere fermo tanto a lungo da un cliente può avere due scopi in realtà: il primo si basa sul fatto di essere contenti di aver perpetrato una continuità non da poco di commessa lavorativa, nonostante (e posso assicurarvelo) ostacoli di peso non indifferente, la seconda riguarda una crescita professionale che si suddivide in due: la carriera vista in remunerazioni tangibili ed quella dell’esperienza acquisita. Detto questo posso sentirmi di dire oggi che i due suddetti motivi sono pressoché naufragati, o perlomeno questa è la mia attuale convinzione. Il vero problema però è stabilire se questa nave è da abbandonare oppure no, ed è un vero dilemma sotto certi aspetti.
Chiariamo inoltre che non si sta parlando di sputare nel piatto dove si mangia, quanto piuttosto di soddisfazioni lavorative a livello personale. Non c’è più interesse nello stare dove sono, avrei bisogno di cambiare aria, di scoprire cose nuove, di riaccendermi con nuovi stimoli, ma qui sorge un problema. Il posto dove sono è uno di quei posti ritenuti “privilegiati” dai molti, e io dico che è vero, solamente che per riuscire a farvi parte ci potrebbero volere anche cinque, sei o sette anni e ancora non sarebbe certo. Un investimento temporale mooolto a lungo termine che non so se intendo fare.
Non so che fare, a breve termine ogni cambiamento non è comunque discutibile ancora, dato che ci sono molte altre cose a cui porre attenzione in maniera prioritaria, ma è anche vero che ho maturato da tempo (scusate il francesismo) uno smarronamento tale nei confronti del mio posto di lavoro che ormai procedo a malavoglia e per inerzia, e questo potrebbe portare conseguenze ancora peggiori e negative se non troverò almeno il modo di mascherare un poco questo mio malcontento. Spero di poter stringere i denti ancora abbastanza a lungo da permettermi di fare la scelta giusta con lo stato d’animo giusto!
