
Gli ultimi giorni sono stati un fermento di idee su molti fronti, uno in particolare riguarda questa fine Settembre in cui sono finito alla Java Conference + Sun Tech Days a Milano. Finito non proprio per caso ecco, si tratta del mio lavoro. No so quanti di voi ne siano al corrente ma facendo il Consulente Informatico come sviluppatore e lavorando su Java sono stato… come dire… caldamente invitato, insieme ad altri colleghi, dalla mia azienda a parteciparvi. Il che non mi è sembrata affatto una cattiva idea, anzi entusiasta di spezzare un po’ con la solita routine e la premessa di vedere di persona le ultime novità, mi allettava proprio di andare.
Sono stati tre giorni densi di attività, treni, metro, panini, tramezzini, cessi, dialoghi anglofili, novità, risate, foto, corse, etc.
E, devo ammetterlo, nonostante l’entusiasmo iniziale c’è stato modo di essere ancora più sorpresi da quel che si è visto e vissuto in questi tre giorni. Non ho potuto fare in modo di partecipare a tutto ovviamente, ci saremmo dovuti fornire del dono dell’obiquità, ma penso che entro qualche annetto ci si possa attrezzare per una prima release
viste le novità previste dagli incrementi tecnologici di quest’era moderna.
Personalmente non intendo tediarvi con discorsi di natura prettamente tecnica riguardanti le tematiche trattate alla conference, mi basta dirvi che ogni sera son tornato più stanco e che ogni giorno seguente però non mi sono mai pentito di avervi participato (soprattutto anche vedere uno dei miei colleghi fare la Haka degli All Blacks per vincere in premio una Java-Jacket di pelle, non ha prezzo… peccato non averla filmata, lo avrei ricattato per molto molto tempo!
).
E’ stata un’esperienza davvero entusiasmante, volete che sia perché fosse la prima o per la buona compagnia o per le persone che hanno saputo appassionarmi degli argomenti della conference, fatto sta che son davvero tornato a casa con una grossa carica energetica per buttarmi con rinvigorita passione sul mio lavoro e, soprattutto, sulla crescita ad esso legata.
Per la prima volta in un mio post voglio fare un doppio strappo alle regole che mi ero proposto di rispettare sul mio blog. Ciò vale a dire non sbranarvi gli zebedei con tematiche lavorative (e una) e non riempirvi di immagini sparate a destra e a manca (e due), perché mi piace molto di più che leggiate sfruttando l’immaginazione e il senso che le mie parole vi possono dare.
Questa volta però glielo devo al Duke (la simpatica mascotte di java in figura), grazie per avermi dato un lavoro che mi permette di togliermi tanti sfizi economici e anche per avermi dato, in un modo o nell’altro a svariate riprese, un grande interesse a cui dedicarmi nella vita!
ps: felice come un bambino mi son fatto regalare un piccolo Duke-antistress, gadget recuperato da uno dei miei colleghi. Grazie!