Bisogna raggiungere le 55 unità

Lunedì sera c’è stata l’annuale cena aziendale di fine anno, svoltasi per l’occasione in un locale chiamato CAB 41. Per la serata sono stati organizzati degli stuzzichini a buffet e come intrattenimento uno spettacolo di cabaret. I due cabarettisti (dal nome “Bred e Pitt“) si sono cimentati in uno spettacolo divertente e molto curato.

Il locale non era male, peccato per la rottura di scatole di doversi alzare decine di volte per tornare a riempirsi il piatto, o il bicchiere, dalle forme troppo microscopiche per contenere una quantità di roba minima da permettere di restarsene seduti un paio di minuti, non lasciandomi l’opportunità di poter chiacchierare con colleghi che vedo di rado per via delle poche occasioni d’incontro. Ottimi alcuni formaggi con la conditura di salsine marmellatose e dolciastre, messe per tirar fuori quella sacra nota del saper mixare i sapori alla Remy (dal film Ratatouille).

Chiavi di lettura del discorso aziendale della serata sono state come al solito la crescita e l’espasione su tutti i fronti, dal capitale societario alle unità dell’organico. Quest’ultima presa di bersaglio dai due cabarettisti sottolineando la frase detta dal boss dei boss: “Attualmente siamo 45 unità, intendiamo raggiungere le 55″. Unità di che? Io non sono nessuna cazzo di unità…(scusate se sono scurrile, la smetto subito di usare il termine ”unità”).

Come diceva Palmiro Cangini: il succo di questo articolo?? Non lo so… però c’ho ragione, e i FATTI mi cosano! :)