Ho finito di leggere “Nessun dove” di Neil Gaiman. E’ un buon libro. Davvero bello! Certo risulta a tratti un po’ articolato capire alcune sottigliezze, soprattutto visto il forte accento posto su Londra e i molti modi e costumi tipicamente inglesi. Eppure è davvero entusiasmante come pochi romanzi sanno esserlo.
Talmente avvincente che l’altro ieri, sull’autobus mentre tornavo a casa, ero così immerso nelle fasi finali della storia, quando una ragazza, seduta accanto a me, mi chiede autore e titolo. Levo l’iPod, le rispondo, giro il libro a mostrarle la copertina, sorrido e mi rimetto subito a leggere. Che abbia sbirciato qualcosa mentre ero assorto? Che avesse voluto attaccar bottone? Non so. Non me ne sono accorto, preso com’ero. E secondo me questo è comunque il più bel complimento che si possa fare a un libro.
Tempo fa avevo cominciato a leggere anche “American gods” dello stesso autore, ma mi sono fermato a metà. Più per altre questioni, penso, che non per il libro in sé. Ammetto che forse ero anche a un punto un po’ noioso magari. Ma c’è da dire che i lavori di Gaiman sovente sono molto brillanti. Curati. Ricercati. E mantengono un linguaggio scorrevole. Certo merito anche di un buon editor o di una buona traduzione? Mah, questo lo sanno solo gli addetti ai lavori. Sta di fatto che ne hanno realizzata anche una versione televisiva a puntate (trasmessa unicamente dalle tv anglofile al momento), e che quella letta da me è la versione riveduta dall’autore dopo la suddetta serie.
A questo punto però mi ritrovo senza il mio libro-da-autobus. No, ne avrei altri in realtà. Molti altri. Libri che attendono il loro turno da un’infinità di tempo. Ma penso di fare come il Richard Mayhew protagonista di “Nessun dove“. Osserverò per qualche giorno i volti della gente sulla metropolitana, sull’autobus, per le strade. Domandandomi cosa passa nel punto invisibile che si trova oltre il loro sguardo. Nel frattempo cercherò anche di farmi venire in mente qualcosa. Qualcosa riguardo allo scrivere un buon libro che sappia farsi leggere così amabilmente.