China… questa parola si è fatta, in un certo senso, perno centrale di gran parte della mia quotidianità attualmente, poiché si inserisce perfettamente in diversi modi nelle sfaccettature delle questioni che sono, che sono state e che verranno per me.
Chi mi ha letto in questi giorni sa già come le cose per me in campo lavorativo stessero prendendo una triste piega, mettendomi in una condizione stagnante e circolare, dove la volontà di reagire stessa si assottigliava sempre di più. Dopo giorni di umori neri, e alcune incomprensioni, la mia Regina di Couri è riuscita a farmi risvegliare dal torpore che si stava creando attorno a me. Oggi dopo molto tempo sento che sto cominciando veramente a risalire la china, passo dopo passo, verso una vera meta che deve prendere forza e vigore nuovamente. So di non essere ancora del tutto fuori pericolo da una ricaduta, ma perlomeno ora ho dentro di me una strada da seguire che sento porta a qualcosa di valido, si tratta di prendersene cura e di non lasciarsi andare.
Ultimamente ho anche lasciato che molti aspetti detestabili della mia personalità (come il polemizzare di continuo su tutto, l’essere piuttosto scorbutico, non avere grande stima di me stesso, & co.) tornassero a galla dal mio passato mettendomi in gran difficoltà con le persone che mi circondano, e ridandomi quella vecchia sensazione che mi fa pensare di non poter mai stare a lungo con qualcuno perché prima o poi riesco a rendermi odioso e insopportabile. Ho finalmente trovato modo di riscoprire la mia semplicità e la mia umiltà, testa china di fronte ai miei errori ed è ora di ricominciare ad affrontare le questioni con meno arroganza spocchiosa.
Cambiando completamente argomento, dopo un bel po’ di indecisione e un lungo cercare ho finalmente trovato l’immagine che cercavo per il mio tatuaggio. Appena potrò avere modo di curarne alcuni ultimi dettagli sarò pronto per questa impressione a china sulla mia pelle, anche se, ad esser sincero, con tutta la buona volontà di questo mondo non mi sentirò mai pronto del tutto fintanto che la parola “aghi” risuonerà nella mia scatola cranica e finché non sarò effettivamente sotto i ferri dell’artista (la cui scelta, tra l’altro, rientra negli “ultimi dettagli” ancora da completare). Prometto che, se ne avrò modo, posterò il soggetto del mio tatuaggio solamente dopo che verrà realizzato, per scaramanzia.
Questa parola poi in ultima analisi, se pensata all’inglese, mi fa venire in mente l’unica notizia di attualità che sto seguendo di recente con un certo interesse, e cioè la questione China/Tibet/Giochi Olimpici. Ho visto le varie proteste avvenute lungo il corteo della Fiaccola Olimpica, ed è un momento molto difficile da valutare secondo me. Penso che la cosa più terribile venga soprattutto dalla possibilità che si stia creando un precedente pericolosissimo, per la quale a un Paese che ha scatenato e perpetra una soppressione sanguinosa e violenta nei confronti di una protesta civile venga permesso di ospitare la nobile tradizione dei Giochi Olimpici, la quale si fonda soprattutto su basi di sportività, tolleranza e non-violenza. Un atto a dir poco sconcertante secondo me.
Un’ultima cosa, che si discosta leggermente dalla parola in oggetto del mio post, è il fatto di voler partecipare a un piccolo concorso per un racconto breve. Un’occasione per me per mettermi un po’ alla prova con le parole, che, sebbene ne scriva tante, sono sempre state nel mio piccolo rifugio personale, dalla quale forse è tempo che escano almeno ad affrontare il mondo. Il racconto verte su un ambientazione fantasy attualmente in uso per un Gioco di Ruolo, generalmente non è la mia migliore vena su cui scrivere, ma tant’è! Vi farò sapere anche di questo come andrà a finire… un abbraccio.