Pesce puzzolente

Sono un falso d’autore per certe passioni o certi argomenti, dove invece comunemente le altre persone mi sembrano avere con molta più facilità la capacità di intendersene. Nel senso che, per farvi alcuni esempi, io sono uno di quegli italiani che non gliene frega quasi nulla del calcio, ma se ci sono i mondiali diventa un tifoso sfegatato, a tratti anche intenditore di schemi e scelte di ruolo. Oppure sono un anche un pessimo conoscitore di automobili, ma se c’è la Ferrari che corre in tv… beh, ma come no!, ma certo che seguo e so tutto.

Sono un falso d’autore alle volte, ma se devo essere sincero niente è più particolare di quando entrano in gioco i temi di politica d’attualita. Ahh, lì se proprio solitamente me ne frega zero, ora che ci sono l’elezioni col fiato sul collo degli italiani, allora sì! So tutto, sono informato su tutto e capisco le complicatissime trame di alleanze, tattiche politiche e strategiche mosse di voto. Eh sì, l’occasione rende l’uomo più informato, perché altrimenti ma chi me lo fa fare di starmene lì a interessarmi di queste cose? Di stare a guardare e ad ascoltare politici sovrastipendiati che si comportano come i connotati della più bassa marmaglia descritta sui libri dei pirati. Francamente: nulla!

Sono un falso d’autore e so perfettamente bene che questa gente ci governa, in un’Italia che fa sempre più il baccalà sul tavolo del pesce in saldo. E’ un pesce che puzza, puzza di brutto, puzza di immondizia, puzza di marcio… e si sa, il pesce comincia sempre a puzzare dalla testa. Dalla testa di questa classe politica da buttare, falsa e deprimente che non sa più che pesci pigliare, ma noi vorremmo farglieli pigliare in faccia i pesci, perché non se ne può fare a meno dopotutto, siamo arrabbiati, delusi, traditi e alle cozze ormai. Ce n’era solo uno di buono e bravo pescatore onesto, si dice l’abbiano messo in crocifisso duemila anni fa e ora io non ci credo più a questi nuovi infami possessori di reti… televisive!

Sono un falso d’autore, credetemi, io sono stanco di vedere che le cose vanno seguendo le notizie dei giornali. Sono i giornali che fanno le notizie, e non le riportano più. Sono le televisioni che fanno la campagna politica, e non gli ideali o programmi. Ho paura che la nostra classe politica lotti talmente tanto per una stupida sedia e per uno spazio in tv, che presto vedremo le brillanti menti alla guida del nostro Paese ad alternarsi sorridenti come Tronisti dalla DeFilippi come sede stabile di legislatura. E a farsi sedurre da incipriate alleanze che portano in dono mazzetti di soldi e voti, come a prostitute da prima serata.

Sono veramente un falso d’autore, sul serio… davvero… ve lo giuro… credetemi… VOTATEMI! :D

Blues dicember night

Sei quel che mangi, si dice. Una frase che racchiude molti significati, almeno così è per me. Mi domando: se potessimo nutrirci meglio sotto ogni aspetto, saremmo persone migliori sotto ogni aspetto? Se fossimo persone migliori, miglioreremmo il mondo?
Questo è uno di quei momenti in cui lascio scorrere le parole fuori come vengono, anche se il più delle volte fanno parte di un linguaggio un po’ traviato, triste e allucinato.

Questo è dicembre. Un mese che tutti attendono. Il mese che più di tutti o si ama o si odia. Al dicembre tocca l’importante compito di dare un cambio alle cose, si passa dall’autunno all’inverno, si va dal Sagittario al Capricorno, si chiude un anno e ne comincia un altro, e anche le persone cambiano in qualche modo sentendone l’influenza (e mica sempre metaforica come influenza), diventando a volte più buone, a volte più frenetiche, a volte più tristi o felici.

C’è un crescendo di feste attorno a dicembre, come un’opera lirica che raggiunge il suo apice d’intensità. Pacchetti, regali, luci intermittenti, spumanti, botti, panettoni, cene, auguri, qualche volta c’è lo zucchero a velo e altre volte la neve (non sempre di natura legale). Questo è dicembre, col suo vestito a festa di paillettes e i suoi santi alcolizzati: San Nicola e San Silvestro. Dicembre, col suo baccano e le sue aspettative. E’ come una strada innevata, puoi restarne estasiato ad ammirarla oppure decidi di camminarci sopra, ma rischerai di scivolare e imprecare contro il dicembre.

Nelle sue feste dicembre sblocca i resoconti dell’anno passato. Sorseggiamo una vita liofilizzata, mentre in altre parti del mondo la guerra è a lunga conservazione e la società si muove a creare l’immagine di un’amore omogeneizzato. Sei quello che mangi alle volte, se ti nutrissi meglio potresti vivere meglio? A un sorso alla volta, di questo passo stiamo diventando sintetici dentro.

Dicembre, a volte, porta a essere dannatamente blues, nell’aspetto e nel significato. Sentirsi tristi per quel che si vede e far insorgere un infiammante desiderio di protesta, di ribellione. Per alcuni questo potrà essere un bozzolo di adolescenza mai svanito che si riaccende. Quel desiderio di contestazione utopico classico di un’età di passaggio, di cambiamento e voglia di divertirsi, proprio come lo è dicembre. Dicembre è un mese utopico con i suoi zoppicanti propositi di positività che vengono dimenticati, e quest’epoca moderna è un adolescenza fatta di immagine, più che di sostanza, e sapori spesso superficiali o finti.

L’ultimo mese dell’anno viene diviso tra la chiusura dei bilanci di quelli precedenti e le aspettative di quelli successivi. Quali tra questi saranno i più positivi? Tintinnanti pecorelle che si gettano saltellando nella fornace di un’epoca fatta di plastica e batterie. Questo è il mese dell’anno in cui i cinema propongono sempre lo stesso genere di film, puntuali rimescolamenti del precedente; le case diventano sparute immagini scintillanti di luci e addobbi, qualche volta con scene più esotiche di babbi natali esotici e ladreschi che salgono/scendono dai cornicioni delle finestre. Questo è dicembre.

Senza più un vero posto dove stare, il povero dicembre viene spinto e strattonato dalla folla che lo prende in giro, lo detesta se le cose sono andate male, se la prende con lui per le sue feste che vengono imputate di essere commerciali e senza senso. Il dicembre è un barbone vagabondo del nuovo millennio, in balia di accuse e di speranze, sballottato tra canditi e bollcine, tra puttane e alcolizzati. Viene investito di sms e ragazzini con tanta polvere esplosiva da festeggiare un funerale; posto sotto la coltre spessa di ciò che è stato e ciò che sarà!

Questo mese mi è sempre stato a cuore nel bene o nel male, nonostante il mio delirio di poc’anzi. E credo fermamente che questo dicembre del 2007 sarà importante per me quanto e più dei precedenti che ho avuto. Mancano meno di due settimane a questo Natale e poco più per il Capodanno, ma dopo tanti anni io risento in me quel sapore delle feste come quando ero bambino che aspettavo il giorno di Natale sentendone l’atmosfera e il significato.

E io questo glielo devo al dicembre… grazie per avermi accudito da bambino facendomi sognare, sperare ed amare, perché oggi posso sentire ancora il sapore di un ricordo meraviglioso risorgere in me come il fuoco di una fenice sotto le sue ceneri. Grazie per avermi dato un segno della bontà negli uomini, della purezza nella candida, soffice neve che ripulisce il mio sguardo e della forza nella capacità di un nuovo inizio. Con le sue storie piene di magia, elfi, fate, doni e meraviglia, ma anche piene di morali e significati importanti. Grazie dicembre per avermi nutrito così bene, oggi sento di essere una persona migliore anche tramite questo. Grazie! :)

Vorrei essere ai Caraibi

Oggi ho mal di gola e un umore un po’ altalenante. Ho voglia di rinfrescare un po’ l’aria di questo blog con una barzelletta che mi hanno spedito oggi. Buone risate a tutti! :D

Una coppia decide di passare le ferie in una spiaggia dei Caraibi, nello stesso hotel dove passarono la luna di miele 20 anni prima. Però per problemi di lavoro, la moglie non può accompagnare subito il marito: l’avrebbe raggiunto alcuni giorni dopo.

Quando l’uomo arriva, entra nella camera dell’hotel e vede che c’è un computer con l’accesso ad internet. Decide allora di inviare una e-mail a sua moglie, ma sbaglia una lettera dell’indirizzo e, senza accorgersene, lo manda ad un altro indirizzo.

La e-mail viene ricevuta da una vedova che stava rientrando dal funerale di suo marito e che decide di vedere i messaggi ricevuti. Suo figlio, entrando in casa poco dopo, vede sua madre svenuta davanti al computer e sul video vede la e-mail che lei stava leggendo:

“Cara sposa, sono arrivato. Tutto bene. Probabilmente ti sorprenderai di ricevere mie notizie per e-mail, ma adesso anche qui hanno il computer ed è possibile inviare messaggi alle persone care.
Appena arrivato mi sono assicurato che fosse tutto a posto anche per te quando arriverai venerdi prossimo…
Ho molto desiderio di rivederti e spero che il tuo viaggio sia tranquillo, come lo è stato il mio.

N.B. Non portare molti vestiti, perchè qui fa un caldo infernale!”

Voodoo dolls!

In questo periodo per me lo stress è alle stelle, mi causa allucinazioni quotidiane. Mi sento come una bambolina voodoo a cui sono stati infilati troppi spilli. E ad ognuno che levo due nuovi se ne piantano, come le teste mozzate dell’idra di Ercole. Sono come un Don Chisciotte che sente il peso delle proprie armi e della stanchezza, durante la battaglia contro i suoi mulini a vento.

Oggi anche il sole ha preferito muoversi verso altri lidi, lasciando una pioggia piuttosto torrenziale a fare da panorama alla mia finestra. Eppure non è nemmeno torrenziale abbastanza da prendersi la coccardina di: “classico-temporale-estivo-che-si-scatena-all’inverosimile-ma-dura-10-minuti”. Alla finestra un piccolo ragnetto si muove rapido sospeso nel vuoto… i fili invisibili della sua ragnatela piglierebbero a schiaffi anche Copperfield, ha!

Nato il 29… ho 29 anni… mancano 29 giorni alle ferie… centra qualcosa? No, semplicemente amo le coincidenze. Scatenano fascino e il mistero dell’ignoto sfuggente della natura in cui siamo immersi. Tanto non li vedo ancora quei mulini a vento… per me rimane il mostro da sconfiggere che si è messo sulla strada verso Dulcinea!

Mia amata, arrivo! Il tempo di rimuovere questi dannati spilli, uccidere i mulini, mettere a nanna l’idra, farmi una doccia, chiuder le valige, salutare Sancho e la combriccola, e son (quasi) subito da te!!

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Metallica – FIXXXER

Dolls of voodoo all stuck with pins
One for each of us and our sins
So you lay us in a line
Push your pins, they make us humble
Only you can tell in time
If we’ll fall or merely stumble

But tell me
Can you heal what father’s done?
Or fix this hole in a mother’s son?
Can you heal the broken worlds within?
Can you strip away so we may start again?
Tell me, can you heal what father’s done?
Or cut this rope and let us run?
Just when all seems fine and I’m pain free
You jab another pin
Jab another pin in me

Mirror, mirror upon thy wall
Break the spell or become the doll
See you sharpening the pins
So the holes will remind us
We’re just the toys in the hands of another
And in time the needles turn from shine to rust

But tell me
Can you heal what father’s done?
Or fix this hole in a mother’s son?
Can you heal the broken worlds within?
Can you strip away so we may start again?
Tell me, can you heal what father’s done?
Or cut this rope and let us run?
Just when all seems fine and I’m pain free
You jab another pin
Jab another pin in me
Jab it

Blood for face
Sweat for dirt
Three x’s for the stone
To break this curse
A ritual due
I believe I’m not alone
Shell of shotgun
Pint of gin
Numb us up to shield the pins
Renew our faith which way we can
To fall in love with life again
To fall in love with life again
To fall in love with life again
To fall in love
To fall in love
To fall in love with life again

So tell me
Can you heal what father’s done?
Or fix this hole in mother’s son?
Can you heal the broken worlds within?
Can you strip away so we may start again?
Yeah, tell me, can you heal what father’s done?
Or cut this rope and let us run?
Just when all seems fine and I’m pain free
Jab another pin
Jab another pin in me
Oh yeah

No more pins in me, yeah
No more, no more pins in me
No more, no more pins in me
No more, no more, no more
No, no, no

Chocolate Jesus

Visto che siamo nel pieno del fine settimana, domani è domenica e io sento una gran voglia di cioccolato… fondente e amaro… vi lascio con uno dei più grandi artisti di tutti i tempi… Tom Waits e la sua ‘Chocolate Jesus’.

Per chi volesse dare un’ascoltata a questa bella canzone ho messo anche nei link una performance che ho recuperato sull’inesauribile YouTube! Buona lettura… buon ascolto… buona visione… buon week end… buon cioccolato… buon tutto!!!

CHOCOLATE JESUS

Tom Waits 

Dont go to church on sunday
Dont get on my knees to pray
Dont memorize the books of the bible
I got my own special way
Bit I know jesus loves me
Maybe just a little bit more

I fall on my knees every sunday
At zerelda lees candy store

Well its got to be a chocolate jesus
Make me feel good inside
Got to be a chocolate jesus
Keep me satisfied

Well I dont want no anna zabba
Dont want no almond joy
There aint nothing better
Suitable for this boy
Well its the only thing
That can pick me up
Better than a cup of gold
See only a chocolate jesus
Can satisfy my soul

(solo)
When the weather gets rough
And its whiskey in the shade
Its best to wrap your savior
Up in cellophane
He flows like the big muddy
But thats ok
Pour him over ice cream
For a nice parfait

Well its got to be a chocolate jesus
Good enough for me
Got to be a chocolate jesus
Good enough for me

Well its got to be a chocolate jesus
Make me feel good inside
Got to be a chocolate jesus
Keep me satisfied