Io me li sbatto!

Ieri è stato accesso al CERN di Ginevra il famoso LHC, che porterà la scienza a fare un passo in avanti. La speranza sta nel credere che quel passo non venga fatto in direzione di un burrone o, peggio ancora, di un buco nero in questo caso.
Premesso che la scienza delle particelle sparate ad altissima velocità non è affatto il mio campo, mi viene da pensare a quanta strada è stata effettivamente fatta da ché ero piccolo io. Soprattutto, mi vien da pensare, che questo progetto è stato tirato avanti per circa vent’anni per arrivare fin qui, e io che fatico a leggere un libro completamente perché lo mollo quasi certamente dopo un paio di settimane.
La cosa più verosimile che mi è venuta in mente da associare quando ho visto le immagini del LHC sono stati i trenini elettrici di Gomes Addams, che in effetti seguivano all’incirca il medesimo meccanismo, anche se con scopi differenti. Certo è meglio non pensare che un po’ di anni fa quello che veniva sbattuto in questo periodo erano due aerei contro le torri newyorkesi.
Ci aiuterà davvero quest’esperimento o ci farà collassare definitivamente? Non lo so, in fondo tutti un po’ se ne sbattono e anch’io. Però qualche sfizio in più sto già cominciando a togliermelo adesso, prima che domani mattina la Terra diventi accidentalmente della dimensione di un francobollo, i trenini collidano, i palazzi crollino, le stelle danzino, i poli si sciolgano ed il governo italiano diventi un modello per gli altri stati.

Il ritorno del: Latte caldo e rhum!

Giorni di influenza questi. Giorni in cui i fazzoletti sono sporchi, le scatole di medicinali sono divelte e sparse dappertutto. Giorni di brodo caldo, divano e programmi tv della mattina.
E’ incredibile come ho avuto modo di risvegliare molti ricordi della mia fanciullezza legati a quei momenti, a quelle mattine in cui non andavo a scuola perché ero malato. Allora c’era l’entusiasmo di poter vedere l’A-Team, McGyver o, il mio preferito, Magnum P.I.
Robaccia degli anni ’80, lo so, ma io sono di quell’epoca e sono rimasto un poco deluso nel constatare che solamente la Jessica Fletcher, La Signora in Giallo, è rimasta nella programmazione (o ci è tornata). Comunque resto dell’idea che siano meglio vent’anni di diarrea che 10 minuti a Cabot Cove (la più prolifica e, allo stesso tempo letale, cittadina americana del Maine) quando c’è in giro la Fletcher.
Io intanto per rimettermi in pari coi tempi aspetto l’uscita (a ottobre?) della seconda serie di Heroes, l’unica serie televisiva che mi abbia interessato tra quelle nuove.
Vi auguro buon week-end, io devo ancora riprendermi da pasticche e tristi televendite.