L’armadillo e la montagna

Di spalle all’autista, un sole crepuscolare squarcia il finestrino come una macchia di marmellata all’arancia spiaccicata su una tovaglia azzurra. In una spumosa forma d’armadillo dallo sguardo assente e triste, una nuvola dirige il suo profilo contro un francobollo di scorcio alpino decorato da un nastro di sopraelevata. L’istantanea consapevolezza della mancanza di solidità messa di fronte agli eventi ineluttabili…

Torno a casa con l’amarezza di dover presto fare a meno con quello che si stava definendo come un punto di riferimento. Un efficace aiuto contro difficoltà altrimenti tanto vaste da far sembrare giganti dei mulini a vento. La scuola di yoga, a cui stavo partecipando da circa sei mesi, chiuderà a Luglio. In un certo senso capisco che non è altrimenti sostituibile, in un altro capisco bene invece di poterne trovare molte altre ancora. Al momento mi rimane un AUM tatuato al centro di un sole arancione, il cui significato nella mia esistenza si sta percettibilmente assottigliando, e uno scialbo armadillo di fumo contro il tramonto acceso di una sera d’Aprile.

Vita, per ora devo accontentarmi di averne. Nient’altro. Andiamo avanti…

I’m in the middle of nowhere
Near the end of the line
But there’s a border to somewhere waiting
And there’s a tank full of time
Oh give me just another moment
To see the light of the day
And take me to the another land where
I don’t have to stay
And I’m gonna need somebody to make me feel like you do

["For crying out loud" - Meat Loaf]

Il gatto, il ponte e il cadavere…

…si tratta forse di una barzelletta? No. Un nuovo tipo di tarocchi magari? Nemmeno. Oggi si parla di: yoga!

Dopo lunghe peripezie cominciate durante l’estate, e mille ripensamenti proseguiti durante l’autunno, so arrivato a iscrivermi in un corso di yoga. Questa sera ho fatto la prima lezione… beh, la prima ufficiale se si esclude quella di prova di circa due settimane fa. Non vi preoccupate però, non intendo tediare nessuno di voi, naviganti-lettori che passate da queste parti, con tediose descrizioni sulle mie ambizioni di raggiungere la facoltà di potermi grattare l’orecchio sinistro con l’alluce del piede destro passando dietro la nuca mentre inspiro incenso scaduto e mangio da una ciotola del riso scotto (no, non quello di Jerro). Né è mia intenzione arrivare a periodici aggiornamenti sui miei progressi di guruizzazione del sottoscritto… no, l’unica cosa che mi preme veramente di poter dire è il: ce l’ho fatta e adesso vado avanti.

Ci sono volute settimane, mesi, giornate di tira e molla, indecisioni, ripensamenti e tanti… beh, userò le parole con estrema franchezza… tante belle spremute di “basse-sfere-ghiandolari-maschili-ben-note-a-tutti” nei confronti di quelli che mi stanno attorno, e si sono dovuti subire paturnie ed entusiasmi nel processo di raggiungimento di questo obbiettivo. A costoro devo un: grazie di cuore per la pazienza! Adesso toccherà all’istruttrice ad averne, potete dormire notti più tranquille (se già lo stavate facendo vi rispondo astutamente che da adesso avrete comunque un motivo in più :mrgreen: ).

Buona notte!

PS: oh, e se a fare meditazione ci uscisse anche qualche scritto in più verrò lo stesso a disturbarvi però, statene tranquilli… ;-)