Vento sopra i tetti

Dove sei? La notte cammina. Stelle non se ne vedono. E tu, dove sei? Apri la finestra, guarda. Gatti felpati a caccia nei vicoli. Falene danzano corteggiando lampioni indifferenti. Un randagio si disseta alla pozzanghera. Le tegole brillano sotto un cielo in vestaglia di fumo. Tu dove sei? Vorrei essere davanti a te, mostrarmi senza vergogna, specchiarmi nei tuoi occhi limpidi.

Le senti? Auto sussurrano sull’asfalto per carezze fugaci. Gli alberi tremano come sonagli della terra. E tu, li senti? Battiti dentro, ascolta. E’ il gocciolio dell’acqua che torna all’acqua. Le fogne mute gorgogliano il loro richiamo. I passi del vento sopra i tetti corrono giocando. Tu li senti? Vorrei cantare per te come il vento sopra i tetti, gridare di gioia e ridere come una cascata.

Sei immobile? L’aria fredda fa il respiro più caldo. Il cornicione è scivoloso. E tu, sei immobile? Piedi scalzi sul marmo, tocca. Brucia intenso l’ultimo mozzicone prima di spegnersi. Il ruvido specchio della realtà. Un dolore a cui non aggrapparsi. Vertigine di un abisso. Tu sei immobile? Vorrei poter sfiorare il tuo viso, dimenticando dove sono, cosa sento e quel che faccio.

Giù.

KarmaBurning11 Settembre 2009

4 risposte a Vento sopra i tetti

  1. Si costruisce per accumulo su immagini fugaci (ma intense) ed istanti, tutti in fila uno dopo l’altro, come una carrellata fatta con lo sguardo sulla città dalla finestra di casa. Si colgono particolari che definiscono la notte, tante tessere di un mosaico che non hanno la necessità di creare per forza un insieme, piuttosto hanno la necessità di comunicare sensazioni. Ogni immagine sembra vivere in un eterno presente, eppure io ho tratto la sensazione che dietro ogni immagine ci sia memoria e ricordo, ossia abbia profondità temporale. E così mi è piaciuto il finale in cui questa profondità viene annullata dalla necessità della voce narrante di dimenticare.

  2. Si, nell’idea che ha ispirato questo mini-racconto sono racchiuse molte cose, tra cui il desiderio di dimenticare e di lasciarsi all’oblio che si rivela sul finale. Grazie di averlo letto e del commento profondo. :)

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